"Troppo italiano per essere belga, troppo belga per essere italiano, troppo bravo per essere normale, troppo incompleto per essere fuoriclasse. Il destino di Vincenzo Scifo è fermarsi a due passi da qualcosa di definitivo in una strana atmosfera di incompiutezza. " - Maurizio Crosetti
Quando è poco più che maggiorenne ed ancora sbarbatello, Vincenzo Scifo è già considerato l'enfant prodige del calcio europeo. Con le maglie di Anderlecht e Belgio fa letteralmente faville, tanto che i club di prima fascia di tutta Europa drizzanno le antenne su di lui, con osservatori e vari addetti ai lavori che cominceranno a spendersi in illustri paragoni.
Sguardo scaltro, fisico slanciato e capello sempre in perfetto ordine, il ragazzo mette in mostra una classe cristallina ed un tocco di palla vellutato che solo i calciatori in grado di dare del 'tu' alla pelota posseggono. Dopo tanti corteggiamenti, a spuntarla è l'Inter del Trap che, facendo leva sui desiderata di questo ragazzo dalle chiare ed inconfutabili origini italiane, se ne assicura i servizi. L'impatto con la nostra Serie A non sarà però così roseo come auspicato e Scifo diventerà presto una sorta di corpo estraneo nel gioco nerazzurro. Il suo talento è limpido, indiscusso, ma si accende a sprazzi, troppo sporadicamente per poter incidere. Allo stesso tempo il belga palesa una certa fragilità caratteriale ed una scarsa propensione al sacrificio, tanto da finire per essere oscurato dall'altro regista dell'Inter, il sardo Gianfranco Matteoli.
Alla fine del torneo 87/88, con soli 4 gol all'attivo, tanti punti interrogativi e pochi rimpianti, Scifo viene così ceduto ai francesi del Bordeaux.
La voglia di rivalsa rappresenta un richiamo troppo forte, e così il talento belga, dopo tre stagioni trascorse oltralpe, torna a misurarsi con la serie A, stavolta nell'effervescente Torino di Mondonico.
Scifo nella sua nuova avventura appare più maturo e incisivo anche sotto rete. In due stagioni i gol complessivi saranno infatti 20 (utili per la conquista di una coppa Italia e nella storica cavalcata europea conclusasi amaramente nella finale contro l'Ajax) anche se il fantasista non darà mai l'impressione di aver fatto il definitivo salto di qualità sia tecnico che caratteriale che tutti attendevano.
I guai economici dei granata spingeranno Scifo nuovamente lontano dallo stivale, anche stavolta senza particolari rimpianti.


