Israele continua la sua politica criminale con Ben-Gvir che minaccia gli attivisti della Global Sumud Flottilla arrestati illegalmente... grazie anche all'Italia di Meloni e Mattarella
"Le immagini del Ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili.
È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona.
Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti.
L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano.
Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto".
Questo il commento di Meloni e Tajani all'ennesima provocazione dello Stato ebraico di Israele, stavolta messa in atto dal ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir... uno squilibrato mentale, oltre che un criminale, che ha "accolto" così gli appartenenti alla Global Sumud Flottilla, abbordati e rapiti in acque internazionali dai pirati della marina dello Stato canaglia di Israele e successivamente sbarcati nel porto di Ashodod, a pochi chilometri a nord della Striscia di Gaza...
Se un delinquente simile si fa riprendere mentre minaccia dei cittadini occidentali, oltretutto rapiti mentre navigavano in acque internazionali, figuriamoci che cosa devono subire i palestinesi nelle prigioni militari di queste canaglie che continuano a violare il diritto internazionale umanitario facendosi scudo del fatto di essere ebrei e... fascisti!
E deve essere per questo (non dimenticando che i fascisti ebrei israeliani - una distinzione che tutela quelli che, persone normali e in alcun casi eroi civili, non lo sono - sono appoggiati e finanziati dai nazi-fascisti americani che fanno capo al movimento MAGA di cui Trump è capofila) che la disagiata della Garbatella baratta la dignità e l'orgoglio nazionale di cui pretende essere portabandiera... con un buffetto, facendo così umiliare una nazione di 60 milioni di persone da una nazione di 6 milioni di ebrei (israeliani)! E per fortuna dice di essere "sovranista". Chissà che cosa avrebbe detto e fatto se non lo fosse stata.
Sulla stessa linea il gigante (solo di statura fisica, non certo intellettuale) che guida il ministero della Difesa, l'ex commerciale di Leonardo, tale Guido Crosetto, che in Parlamento ha avuto il coraggio di ribadire che l'Italia non può essere a favore della proposta di stracciare gli accordi commerciali con Israele perché verrebbe meno la possibilità di dialogare con lo Stato ebraico! Non essendo un falco, lo stesso ministro non ci ha però spiegato perché il governo cui appartiene ha sostenuto e approvato venti sanzioni contro la Russia.
Da segnalare anche il ridicolo altolà del capo dello Stato, il complice Sergio Mattarella, che ha definito quanto accaduto un
"trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele".
Sergio Mattarella è lo stesso che ha accolto al Quirinale con tutti gli onori il presidente israeliano Herzog, nonostante abbia detto che non vi fosse differenza tra i miliziani ("terroristi") di Hamas e i civili gazawi, sdoganando di fatto il genocidio ancora in atto. Ed è lo stesso che nei suoi comunicati NON HA MAI citato Israele e il suo esercito come responsabile della catastrofe umanitaria a Gaza. E poi c'è chi dice che "meno male che Mattarella c'è".
Che cosa avrebbero dovuto dire FIN DA SUBITO le autorità italiane? Quello che ha detto il premier spagnolo Sanchez:
"Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir che umilia i membri della flottiglia internazionale in supporto a Gaza sono inaccettabili. Non tollereremo che nessuno maltratti i nostri cittadini. A settembre ho annunciato il divieto di accesso al territorio nazionale di questo membro del governo israeliano. Ora stiamo spingendo a Bruxelles affinché queste sanzioni vengano elevate a livello europeo con urgenza".
Il paradosso? Un socialista che dà una lezione di dignità nazionale ad una premierina senz'arte né parte come Giorgia Meloni che, berciando urbi et orbi, pretende di definirsi sovranista!
Ma c'è di più, come ci ricorda Nicola Fratoianni:
"Oltre al cinema italiano, a Netanyahu vogliamo portargli pure i pop-corn? Mentre sono mesi che lavoriamo senza sosta per raccogliere le firme per interrompere i rapporti tra Unione Europea ed Israele, apprendiamo con sconcerto da una comunicazione di Venice4palestine , che la Cinecittà del governo Meloni rende una delle industrie culturali più importanti del nostro paese complice della propaganda e del genocidio portando i film italiani in Israele per una rassegna finanziata e promossa dagli istituti italiani di cultura di Tel Aviv e di Haifa in collaborazione con Cinecittà.
Certo, qualcuno potrebbe pensare che Ben Gvir e Smotrich dopo una dura giornata di lavoro abbiano diritto di rilassarsi e arricchirsi culturalmente con i film dei nostri autori, ma in realtà quello che sta succedendo, è che il governo italiano sta rendendo a loro insaputa Sorrentino, Michieletto, Martone e tutti gli artisti coinvolti, complici di una propaganda che mira a normalizzare questa atrocità.
Comprendiamo ovviamente l’importanza e l’autonomia della cultura e degli operatori culturali, ma ci sono particolari momenti della storia dei popoli in cui è necessario interrompere il normale corso degli eventi, per evitare che tutto venga considerato “normale”.
Nulla è normale in un genocidio e nella sua costruzione. E tocca a noi, con ogni strumento di cui disponiamo, evidenziarlo.
L’arte e il cinema non possono rischiare di essere il sollazzo degli autori del genocidio.
Noi continueremo a lottare affinché tutti i rapporti tra Israele ed Unione Europea vengano rescissi. Non vogliamo essere complici e vogliamo dirlo tutti insieme il 27 maggio alla città dell’altra economia a Roma, dalle ore 18:00 con l’evento Justice For Palestine.
Non ci fermiamo".