Il 13 luglio 2025, la Handala della Freedom Flotilla Coalition (FFC) ha lasciato il porto di Siracusa diretta a Gaza, per rompere l'assedio imposto da Israele. Non è solo una spedizione umanitaria: è una sfida politica, simbolica e concreta contro un blocco che, da anni, strangola la popolazione palestinese. La Handala trasporta aiuti vitali e un messaggio chiaro: milioni di persone nel mondo rifiutano di restare in silenzio mentre Gaza viene affamata, bombardata e ridotta in macerie.

La missione avviene a poche settimane da un altro episodio gravissimo: l'attacco israeliano alla nave Madleen, un'altra imbarcazione della Freedom Flotilla sequestrata illegalmente in acque internazionali. A bordo, dodici civili disarmati – tra cui un eurodeputato, un medico, giornalisti e attivisti per i diritti umani – sono stati catturati con la forza, portati in Israele, interrogati, maltrattati e poi espulsi. Il loro "crimine"? Cercare di portare cibo, medicine e solidarietà a un popolo sotto assedio.

Nonostante questo, non si torna indietro. La Handala salpa proprio mentre a Gaza si continua a morire.

Dal 18 marzo 2025, quando Israele ha rotto il cessate il fuoco, almeno 6.572 palestinesi sono stati uccisi e oltre 23.000 sono stati feriti, secondo il Ministero della Salute di Gaza. Tra questi, più di 700 civili sono stati colpiti mentre attendevano gli aiuti presso i punti di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), una struttura "formalmente" umanitaria, ma nei fatti un meccanismo di controllo al servizio dell'occupazione israeliana.

La Freedom Flotilla Coalition è un'alleanza internazionale di base, attiva dal 2010. La Handala ospita a bordo medici volontari, avvocati, giornalisti, attivisti per la giustizia sociale e organizzatori comunitari. Non si tratta di governi o istituzioni: sono persone comuni che agiscono dove le istituzioni hanno fallito.

Il nome della barca richiama il celebre personaggio creato dal vignettista palestinese Naji al-Ali: un bambino scalzo, sempre di spalle, simbolo della resistenza dei rifugiati e della lotta per la liberazione. La Handala incarna questo spirito e porta con sé la voce di ogni bambino di Gaza, privato del diritto all'infanzia, alla dignità e alla speranza.

Nel 2023 e 2024, la barca ha navigato per i porti d'Europa e del Regno Unito, rompendo il muro di silenzio con eventi pubblici, arte e incontri politici. Ora salpa verso Gaza, portando con sé un messaggio diretto: i bambini di Gaza non sono soli.

Dal 2023, oltre 50.000 bambini sono stati uccisi o feriti. Decine di migliaia sono rimasti orfani, sfollati, traumatizzati. Una generazione intera vive tra le rovine, senza casa, senza cure, senza futuro.

Questa missione è per loro. Per la loro sopravvivenza, per la loro memoria, per la loro libertà. Perché restare in silenzio significa essere complici.