Almeno venti civili, tra cui quattro giornalisti, sono rimasti uccisi in due attacchi aerei consecutivi contro il complesso medico Nasser a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.

Secondo fonti locali, il primo attacco è stato compiuto con un drone suicida, che ha colpito l'ultimo piano dell'ospedale prendendo di mira un fotografo della Reuters e un cittadino. Pochi minuti dopo, un nuovo bombardamento ha colpito nuovamente l'area, centrando personale della protezione civile e giornalisti accorsi sul posto.

Tra le vittime figurano il cameraman di Al Jazeera, Mohammed Salama, la fotografa freelance Maryam Abu Daqqa e il fotoreporter Moaz Abu Taha. Diversi cronisti sono rimasti feriti, tra cui Hatem Omar.

L'esercito israeliano (IDF) ha confermato di aver condotto un attacco nella zona. Il capo di stato maggiore, generale Eyal Zamir, ha ordinato “un'inchiesta immediata” sull'accaduto. In una nota, l'IDF afferma di “rammaricarsi per ogni danno a civili non coinvolti” e sostiene di non prendere deliberatamente di mira giornalisti, dichiarando di operare per “minimizzare i rischi per i non combattenti, salvaguardando al tempo stesso la sicurezza delle proprie forze”.

Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, conferma invece un bilancio di 20 morti e numerosi feriti.

L'attacco al complesso medico Nasser segna un nuovo, gravissimo episodio della guerra in corso, che continua a colpire strutture sanitarie, operatori dell'informazione e civili già stremati dal conflitto.