Esteri

Ucraina-Russia: finiscono nel gelo i colloqui di pace ad Abu Dhabi

I negoziatori di Russia, Ucraina e Stati Uniti hanno concluso oggi il loro incontro di due giorni ad Abu Dhabi senza annunciare alcun risultato nei loro sforzi per porre fine alla guerra che dura da quasi quattro anni.

La delegazione ucraina, guidata dal veterano dei negoziati Rustem Umerov e dal nuovo capo di gabinetto Kyrylo Budanov, ha trovato di fronte una Russia che, pur dichiarandosi aperta a proseguire il dialogo attraverso il proprio Ministero degli Esteri, non ha mostrato segni di cedimento sul piano militare.
In vista dei colloqui futuri, il capo negoziatore dell'Ucraina Rustem Umerov ha affermato che le discussioni si sono concentrate "sui parametri per porre fine alla guerra della Russia e sulla logica successiva del processo negoziale".

Il contesto in cui si sono svolti i colloqui è stato paradossale: proprio mentre i diplomatici sedevano al tavolo, l'Ucraina subiva una delle notti più drammatiche della stagione. Circa 1,2 milioni di persone sono rimaste senza elettricità a causa di una massiccia ondata di droni e missili russi che hanno colpito impianti civili, inclusa la fabbrica dolciaria Roshen a Kyiv.
La strategia di Mosca appare chiara: utilizzare il gelo invernale come arma di pressione psicologica mentre si discute di pace. A Kyiv, la popolazione riferisce di notti insonni tra esplosioni e temperature sotto lo zero, con un sistema energetico descritto dal sindaco Vitalij Klyčko come "appeso a un filo", confermando che oltre mezzo milione di persone sono state evacuate dalla capitale ucraina da quando ha esortato i residenti a trasferirsi temporaneamente, due settimane fa.

Il rischio che i colloqui di Abu Dhabi si rivelino un’arma a doppio taglio risiede in una strategia bellica consolidata, dove la diplomazia non serve a fermare i combattimenti, ma a ottimizzarli. In questo scenario, il timore degli analisti internazionali è che Mosca stia utilizzando il tavolo negoziale come una "pausa operativa" tattica.
Mentre i diplomatici discutono di parametri e protocolli, le industrie belliche possono rifornire gli arsenali e le truppe al fronte possono riorganizzarsi dopo il logoramento invernale.

Se per Mosca il rischio è quello della "pausa operativa", per l'Ucraina il tavolo negoziale di Abu Dhabi del 24 gennaio 2026 rappresenta un azzardo politico altrettanto calcolato, ma con obiettivi diametralmente opposti.
Dimostrandosi "aperta al dialogo", Kyiv  toglie l'alibi a quei paesi che accusano l'Ucraina di volere la guerra a oltranza e si garantisce che il flusso di armi continui per riorganizzarsi dopo il logoramento invernale.

Autore scienzenews
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