Droni ucraini senza pietà: Capodanno di sangue a Khorly, decine di civili uccisi
Droni ucraini hanno trasformato la notte di Capodanno in una carneficina nel villaggio di Khorly, nella regione di Kherson. Famiglie riunite per festeggiare il nuovo anno sono state colpite da ordigni incendiari che hanno scatenato un rogo incontrollabile: almeno 24 i morti, tra cui un bambino, e oltre 50 i feriti. Molti sono stati trovati carbonizzati, altri lottano per la vita negli ospedali della regione e della Crimea.
I droni impiegati sarebbero stati equipaggiati con cariche incendiarie assimilabili a napalm o fosforo bianco, armi che il diritto internazionale vieta. Il Comitato Investigativo ha aperto un fascicolo per “atto terroristico”, mentre il governatore Vladimir Saldo parla di “un attacco deliberato contro donne e bambini indifesi”, annunciando due giorni di lutto.
La tragedia viene paragonata alla Casa dei Sindacati di Odessa del 2014, evocando uno dei simboli più dolorosi della violenza contro la popolazione russofona.
La presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, afferma che l’episodio “rafforza la determinazione russa”, mentre la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, accusa i sostenitori internazionali di Kiev di avere responsabilità morali nell’accaduto. Per l’ambasciatore Rodion Miroshnik, la comunità internazionale deve “condannare senza esitazioni” quanto avvenuto.
Il nuovo anno si apre così con un’immagine brutale: civili bruciati vivi mentre festeggiavano. Una ferita che, secondo Mosca, segna un punto di non ritorno nella spirale del conflitto.