Sono anni che si discute di riforme istituzionali. Ciascuno ha la sua ricetta ma ad oggi nessuno ha “cucinato”.
Soprattutto in tema di democrazia diretta. La partecipazione popolare alle decisioni e alla funzione legislativa.
La nostra è una democrazia rappresentativa. I cittadini eleggono i propri rappresentati che poi prendono in autonomia le loro decisioni. Dopo cinque anni gli elettori valutano il loro operato.
Perfetto. In teoria. Ma cinque anni sono tanti. L’impossibilità di una valutazione popolare periodica è un'evidente lacuna.
A dimostrarlo una notizia, una delle tantissime, proveniente da uno dei nostri comuni. In questo caso Coreno Ausonio in provincia di Frosinone. Un piccolo centro, circa 1600 abitanti.
Dopo molti anni il comune di Coreno Ausonio è stato condannato a pagare un cifra importante come indennità per un esproprio avvenuto a metà anni 90. Tra indennizzo stabilito dai giudici, interessi, spese legali e interessi per il mutuo circa un milione di euro circa.
L’amministrazione comunale decide di pagare l'indennizzo con un mutuo, che secondo le simulazioni allegate alla delibere di consiglio comunale sarà a ventinove anni con rate di circa 30.000 euro l’anno, con 497.997 euro l'importo finanziato e 389.927 di interessi. Gli interessi maturati sull'indennizzo e le spese legali, sui 150.000 euro, vedranno un pagamento in sei anni con rate di circa 25.00 euro .
Per un comune di 1600 abitanti una bella “batosta”.
Gli amministratori comunali hanno seguito alla lettera l’iter di legge. Parere dei responsabili degli uffici comunali; confronto con la minoranza; delibera di giunta e delibere del consiglio comunale.
Eppure manca un passaggio. Non previsto dalla legge ma importante. Il confronto preventivo con il cittadino elettore e contribuente. Che in un modo o nell’altro “parteciperà” al pagamento di questo milione di euro.
Nessuna riunione pubblica aperta a tutti PRIMA di portare e votare in consiglio comunale la vicenda. Rendendo impossibile il fare domande e chiedere delucidazioni PRIMA di una decisione che comunque peserà sulla comunità per anni.
Decisione probabilmente giusta ma che per il suo "peso" meritava una discussione pubblica preliminare
In un breve video il Sindaco ha spiegato la situazione. Però DOPO la votazione in consiglio comunale.
Verrebbe da dire “ beh gli elettori hanno scelto i propri rappresentati in comune, non servono altri confronti”. Non è proprio così.
Che senso ha una democrazia rappresentativa in piccoli comuni? Tanto più che l'elettore pur avendo votato per la maggioranza X potrebbe non condividere tutte le loro decisioni. Se non viene coinvolto, come può esprimere la sua contrarietà?
Esiste la minoranza ma cosa possono due o tre voti contro quando ci sono maggioranze schiaccianti e spesso con poco senso critico?
La politica tende sempre di più ad isolarsi nelle stanze dove si decide. Sempre di più vengono privilegiate dichiarazioni sui social senza contraddittorio. Senza domande.
Domande che spesso il cittadino non può porre. E se ci riesce sempre dopo e mai prima che venga presa una decisione. Senza domande che i giornalisti spesso non possono porre anche per i motivi qui illustrati da Paola Enrica Polidoro https://cassinonotizie.com/2025/08/12/cassino-omerta-e-briciole-di-potere/ .
Non sono osservazioni frutto di partigianeria politica perché sono criticità presenti in tutta Italia, a prescindere dal colore politico.
Una democrazia rappresentativa che rappresenta poco non può che essere affiancata da una democrazia a partecipazione diretta. Referendum propositivi, iniziativa popolare e non solo.
Nei comuni più piccoli obbligo di riunioni pubbliche prima del consiglio comunale. Provvedimenti semplici da prendere. Ma esiste la volontà?
Se nei piccoli comuni non può esserci spazio, PRIMA di decidere , per l’opinione dei cittadini come possiamo meravigliarci poi dell’astensionismo?
Dobbiamo guardarci intorno. In Svizzera e non solo https://www.swissinfo.ch/ita/democrazia-svizzera/assemblee-comunali-dove-le-svizzere-e-gli-svizzeri-decidono-sulle-questioni-che-li-riguardano-da-vicino/89802575 . Per adattare le nostre istituzioni.
Altrimenti avremo una democrazia sempre più malata. E già in troppi aspettano il “funerale”.

