Dal 7 ottobre 2023, in seguito all'attacco guidato da Hamas, Israele ha avviato una campagna militare su vasta scala nella Striscia di Gaza che prosegue da oltre 21 mesi. Secondo B'Tselem, l'organizzazione israeliana per i diritti umani, questa operazione non è una semplice risposta militare, ma un'azione sistematica volta alla distruzione deliberata della società palestinese a Gaza: in altre parole, un genocidio.

Queste le accuse principali mosse contro Israele:

  • Uccisioni di massa sia dirette che indirette (tramite la creazione di condizioni umanitarie catastrofiche).
  • Distruzione estesa di infrastrutture, scuole, siti culturali e abitazioni.
  • Detenzioni di massa con torture sistematiche e nessun processo.
  • Spostamenti forzati su larga scala e tentativi di pulizia etnica.
  • Attacchi all'identità palestinese, inclusi i campi profughi e l'UNRWA.

Il rapporto sottolinea che le azioni attuali si radicano in oltre 70 anni di occupazione e apartheid, con un sistema israeliano che ha impiegato metodi di:

  • Ingegneria demografica,
  • Violenza sistemica,
  • Disumanizzazione dei palestinesi.

L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 – gravissimo e contenente crimini contro l'umanità – ha innescato un cambio di paradigma nella politica israeliana: da repressione e controllo a distruzione e annientamento.

La violenza, pur concentrata a Gaza, si estende anche alla Cisgiordania, Gerusalemme Est e all'interno di Israele stesso. Il timore di B'Tselem è che il genocidio non si limiti a Gaza, ma si allarghi ad altre aree sotto il controllo israeliano.

B'Tselem accusa la comunità internazionale – in particolare Stati Uniti ed Europa – di complicità attraverso il silenzio, il sostegno diplomatico e le forniture militari a Israele. Questo silenzio, secondo il rapporto, ha reso possibile la prosecuzione dei crimini.

B'Tselem chiede un'azione urgente e concreta per fermare quello che definisce un genocidio in atto, e invita la società israeliana e la comunità internazionale ad usare tutti i mezzi legali disponibili per fermare la distruzione del popolo palestinese.


Questa è una traduzione del testo che riassume i contenuti del rapporto:
 
IL NOSTRO GENOCIDIO
Luglio 2025

1. IntroduzioneDall'ottobre 2023, Israele ha modificato radicalmente la propria politica verso i palestinesi. Dopo l'attacco guidato da Hamas del 7 ottobre, Israele ha lanciato una campagna militare intensiva nella Striscia di Gaza, tuttora in corso dopo oltre 21 mesi. L'offensiva israeliana su Gaza comporta:

  • uccisioni di massa (sia dirette che tramite condizioni di vita catastrofiche),
  • gravi danni fisici e mentali all'intera popolazione,
  • distruzione su vasta scala di infrastrutture e condizioni di vita,
  • annientamento del tessuto sociale (compresi istituti educativi e siti culturali),
  • arresti di massa e torture nelle carceri israeliane, che sono diventate campi di tortura per migliaia di palestinesi detenuti senza processo,
  • spostamenti forzati e tentativi di pulizia etnica,
  • attacchi all'identità palestinese (distruzione deliberata di campi profughi e delegittimazione dell'UNRWA).

Il risultato di questa offensiva è un danno gravissimo e, almeno in parte, irreparabile per oltre due milioni di persone.


2. La conclusioneUn'analisi delle politiche israeliane e delle dichiarazioni pubbliche dei leader politici e militari porta a una conclusione netta: Israele sta portando avanti un'azione coordinata e deliberata per distruggere la società palestinese nella Striscia di Gaza. In altre parole, Israele sta commettendo un genocidio contro i palestinesi a Gaza.


3. Sul significato di genocidioIl genocidio è un fenomeno politico e storico che ha attraversato tutta la storia umana. Dal 1948, con la Convenzione ONU sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, è riconosciuto come uno dei crimini più gravi del diritto internazionale. Il genocidio può avvenire tramite:

  • uccisioni fisiche di massa,
  • distruzione delle condizioni di vita,
  • prevenzione sistematica delle nascite,
  • violenza sessuale diffusa,
  • espulsioni forzate.
  • Tutti questi sono strumenti per distruggere deliberatamente un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Non esistono giustificazioni morali o legali per il genocidio, nemmeno come autodifesa.

4. Il contesto storicoIl genocidio avviene in un contesto: servono condizioni favorevoli, eventi scatenanti e una ideologia di fondo. L'attacco attuale contro il popolo palestinese si inserisce in oltre 70 anni di regime violento e discriminatorio imposto da Israele, che ha preso la forma più estrema contro la Striscia di Gaza. I tre elementi chiave secondo B'Tselem sono:

  • il regime di apartheid che impone segregazione, ingegneria demografica e pulizia etnica;
  • la violenza sistemica e impunita contro i palestinesi;
  • la disumanizzazione istituzionalizzata che ritrae i palestinesi come una minaccia esistenziale.

L'attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas ha agito da catalizzatore. L'attacco, gravissimo e rivolto in gran parte contro civili, ha causato 1.218 vittime (882 civili), decine di migliaia di feriti e il rapimento di 252 persone (tra cui bambini e anziani). Israele ha reagito spostando la propria politica: dal controllo all'annientamento.


5. Estensione della violenza oltre GazaL'assalto a Gaza non può essere separato dalla violenza crescente in Cisgiordania, Gerusalemme Est e Israele. Anche in queste aree, crimini letali contro i palestinesi vengono commessi senza alcuna responsabilità da parte degli autori. Il sistema sta normalizzando questa violenza e disumanizzazione, e B'Tselem avverte del rischio concreto che il genocidio si estenda oltre Gaza.


6. Il ruolo di B'TselemB'Tselem è un'organizzazione israeliana per i diritti umani che da oltre 35 anni documenta le violazioni sistematiche contro i palestinesi. Dal 2023 ha raccolto testimonianze e prove di centinaia di episodi di violenza estrema contro civili palestinesi. Politici e comandanti militari hanno reso pubbliche le politiche messe in atto.Il team di B'Tselem comprende israeliani e palestinesi che vivono e lavorano insieme, uniti dalla convinzione che la difesa dei diritti umani sia un obbligo morale universale. Vivono in un regime di apartheid che privilegia gli ebrei e nega protezione ai palestinesi.


7. Complicità internazionaleMentre il massacro prosegue, la comunità internazionale resta inerte. Molti governi, in particolare in Europa e negli Stati Uniti, hanno non solo evitato di intervenire, ma hanno attivamente sostenuto Israele, fornendo armi e munizioni e legittimandone le azioni come "autodifesa".


8. Appello finaleCome persone di questa terra e difensori dei diritti umani, abbiamo il dovere di denunciare questa realtà. Riconoscere che il regime israeliano sta commettendo un genocidio nella Striscia di Gaza impone un'azione urgente, netta e concreta, sia da parte della società israeliana che della comunità internazionale.Occorre usare ogni strumento legale internazionale disponibile per fermare il genocidio in corso contro il popolo palestinese.
 

A questo indirizzo il rapporto completo di B'Tselem:
www.btselem.org/sites/default/files/publications/202507_our_genocide_eng.pdf