Politica

Libertà di parola?

In democrazia ognuno deve poter esprimere liberamente il suo pensiero!

Sicuri che sia sempre vero? Che sia sempre giusto? Non è che magari ci possano essere dei pensieri che no, non puoi affatto essere libero di esprimere?

Se a qualcuno venisse voglia di decantare i vantaggi derivanti da una truffa, la “assoluta normalità” di una corruzione, di una tangente o di un pizzo, suggerire il piacere e godimento di un abuso sessuale non è che lo può fare liberamente. Perché questi sono reati punibili per legge, e si tratterebbe di “apologia di reato” che “punisce la pubblica esaltazione o difesa di un fatto illecito con il pericolo concreto di incitare altri a commettere nuovi reati”.

Ma noi siamo sempre più democratici, sempre più liberali e magari protestiamo, con garbo, ma nulla più quando sempre più sono quelli che pubblicamente, anche in tv, si definiscono fascisti; se non addirittura nazisti. Ne esibiscono i simboli, ne sostengono tesi e principi come quelli legati al suprematismo e alla razza; creano organizzazioni e fanno proselitismo. Non si tratta qui semplicemente di essere o meno d’accordo, si tratta di essere diventati pericolosamente “tolleranti”; di lasciare che questo sia divenuto cosa normale mentre semplicemente non dovrebbe essere affatto tollerato e permesso. Non lo puoi fare e non ti è permesso, e non perché a me non piaccia o dia fastidio o sia il solito noioso antifascista, ma perché di fronte a leggi vigenti, fino a quando continueranno a esserlo, commetti un reato. Punto.

Essere democratici non vuol dire essere imbelli e lasciar fare. 

Autore Cosimo D'Alessandro
Categoria Politica
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