Angelo Bonelli, Verdi/AVS:
«Nella bozza del decreto infrastrutture c’è un colpo allo Stato di diritto: Salvini neutralizza le funzioni della Corte dei Conti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e demanda di fatto tutto al commissario, costruendo un sistema di potere senza contrappesi.Sul Ponte sullo Stretto si arriva persino a commissariare la Corte dei Conti: la valutazione non dovrà più misurarsi con il rispetto delle normative europee e nazionali, ma essere ridotta a una verifica burocratica di “corrispondenza” tra la delibera Cipess e il decreto 35/2023 voluto da Salvini. È un capovolgimento inaccettabile: si spegne il controllo di legalità e si impone un binario politico scritto dal ministro, sottraendo l’opera ai principi di trasparenza, concorrenza e tutela dell’interesse pubblico.Non basta. In questa bozza si sta creando anche uno scudo contabile: un paracadute per evitare responsabilità e danno erariale a ministri, commissari e funzionari, mentre si concentra il potere decisionale in poche mani e si cancella ogni garanzia per i cittadini. Altro che “sblocca cantieri”: qui si sblocca l’impunità.Siamo davanti alla “dittatura” di Salvini: il controllo viene ridotto al silenzio, le istituzioni vengono piegate e le regole vengono riscritte per rendere intoccabile chi decide. È un precedente gravissimo che va fermato».
Domanda di rito. Il tanto celebrato presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarebbe disposto a licenziare "ANCHE" questa ennesima porcata che definire anticostituzionale è dir poco?


