E' un ministro del made in Italy in gran forma quello che atterra a Ciampino dopo un vero e proprio tour de force nella sua due giorni in India, per partecipare al Ai Impact summit di new Dehli, rinfrancato dalla firma di un accordo di collaborazione strategica trilaterale tra Italia, India e Kenya per sviluppare in Africa, nell’ambito dell’AI Hub for Sustainable Development promosso dal Mimit con l’UNDP e in coerenza con il Piano Mattei, la diffusione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
''Dobbiamo accelerare l'adozione dell'Ai, ridurre le barriere all'ingresso e rendere l'innovazione accessibile soprattutto alle PMI". ha detto il ministro, in un contributo video inviato al primo Forum nazionale sull'intelligenza artificiale per l'industria in corso a Torino, assicurando che il ''governo farà la sua parte con risorse e una strategia chiara". "Secondo i dati Istat, in un solo anno, la quota di imprese con almeno 10 addetti che utilizza tecnologie di Ai è raddoppiata, passando dall'8% del 2024 al 16% del 2025 - ha osservato URSO - la crescita è significativa, stiamo recuperando, ma c'e' ancora molto da fare se si guarda all'insieme del sistema produttivo, che ancora ben oltre l'83% non adotta ancora alcuna soluzione di Ai. Restiamo, infatti, malgrado la crescita significativa dell'ultimo anno, sotto la media europea, pari al 20%, dobbiamo, quindi, accelerare".
Ricordando, poi, che l'Italia "è stato il primo Paese europeo a dotarsi di una legge quadro sull'intelligenza artificiale, in linea con l'Ai Act europeo" mettendo "al centro un utilizzo antropocentrico, sicuro e trasparente di questa tecnologia" URSO ha indicato la necessità "ora di integrarla sempre più nei settori chiave dell'economia nazionale, come la manifattura avanzata, l'agroalimentare, la moda, il design, la salute e l'energia, valorizzando la nostra tradizione industriale e creativa". D'altra parte il ministro Urso fin dall'inizio del suo andato ha sempre voluto dedicare grande attenzione al tema dell'intelligenza artificiale e sulla tecnologia in genere “Abbiamo già data center, un piano sul calcolo quantistico, tre dei più grandi supercalcolatori d’Europa e università all’avanguardia, anche al sud. Tutto questo mostra che stiamo costruendo un’Italia assertiva, a vantaggio delle imprese, dei cittadini e dell’Europa” ha detto ad un evento di recente,
"Con la legge delega approvata dal Parlamento lo scorso 23 settembre costruiremo una disciplina complementare all'Ai Act, definendo nei prossimi mesi strumenti concreti per sostenere le imprese, garantire sicurezza ai cittadini e promuovere un uso responsabile delle tecnologie - ha spiegato URSO - accanto alle regole però, servono soprattutto investimenti nelle infrastrutture. Stiamo rafforzando le capacità di calcolo e le reti digitali, partecipando ai progetti europei sul cloud sovrano e sulle reti ad alte prestazioni, e ci candidiamo a ospitare una delle quattro gigafactory europee per l'Ai".
"L'Italia vuole essere uno snodo centrale di questo disegno europeo. Ma infrastrutture e norme, da sole, non bastano. Servono anche le competenze. Dobbiamo quindi investire nella formazione, nell'aggiornamento continuo dei lavoratori, accompagnare le PMI verso modelli produttivi data-driven. Il Governo farà la sua parte, con risorse, semplificazioni e una strategia chiara: ma il successo dipenderà anche dalla capacità di lavorare insieme, istituzioni, imprese, ricerca e società civile. per trasformare questa grande sfida in una grande opportunità per il nostro Paese'', ha concluso Urso.

