“Chiedo all’azienda di ritirare il piano presentato oggi al tavolo - osserva Urso - e di aprire un confronto vero, per costruire insieme una soluzione industriale condivisa e sostenibile. Serve un nuovo piano industriale fondato su investimenti e innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione”.

“Noi siamo pronti a fare la nostra parte - rileva Urso - anche nelle crisi più difficili si può arrivare a un accordo che eviti licenziamenti, mantenga aperti gli stabilimenti e dia prospettiva produttiva. Lo abbiamo dimostrato con Beko. Anche in questo caso lavoriamo insieme, con responsabilità. Serve un nuovo piano che non lasci nessuno indietro. Noi non accetteremo mai la desertificazione industriale dell’Europa. La nostra priorità è tutelare i lavoratori e rilanciare l’industria nazionale”
Queste le prime parole del ministro Urso dopo la fine del primo tavolo di crisi sulla situazione Electrolux.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, hanno intanto deciso di incontrare, domani, i lavoratori di ELECTROLUX ai cancelli dell’azienda. Lo comunica la Giunta regionale: l’appuntamento è alle 8.30 di fronte alla sede di Electrolux in via Foresto Est 16, Santa Lucia di Piave
Urso ha deciso di riconvocare le parti nuovamente il 15 giugno prossimo. “Le crisi industriali vanno governate, non subite: solo così possono diventare occasioni di rilancio.

Lo abbiamo dimostrato nella vertenza Beko: nessun licenziamento, nessuno stabilimento chiuso, nuovi investimenti e continuità produttiva. Ma anche in altri casi complessi che sembravano impossibili, da La Perla a Piaggio Aerospace, da Riello a Tecnomeccanica, da Lear Corporation ad AC Boilers e Hiab, fino a Venator e Dema. Un modello che ci ha consentito di raggiungere 39 accordi in tre anni e di ridurre i tavoli di crisi attivi al Ministero dai 55 tavoli ereditati, in gran parte di lunga durata, ai 43 attuali. Anche per Electrolux la sfida è possibile, possiamo farcela”.

È quanto avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, replicando all’azienda al tavolo Electrolux in corso al Mimit, ricordando che durante il governo Renzi, con Carlo Calenda al Ministero dello Sviluppo economico, i tavoli di crisi arrivarono a 162, con 180 mila lavoratori coinvolti, mentre durante i governi Conte si attestarono a 149, con oltre 200 mila dipendenti coinvolti.  Urso ha poi voluto rilevare come sia saldo il legame tra il ministero e la Confindustria, dimostrata dalla partecipazione della associazione degli imprenditori la tavolo di crisi Electrolux.  

“Ritengo che la presenza di Confindustria ai tavoli di crisi sia particolarmente significativa e debba diventare sempre più strutturale e continuativa, perché ritengo importante la partecipazione del sistema industriale anche in un lavoro di sistema sulle soluzioni delle crisi". Lo avrebbe affermato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, al tavolo ELECTROLUX, secondo quanto si apprende. "È un percorso su cui stiamo lavorando insieme al presidente Emanuele Orsini, di cui faremo ovviamente partecipi Regioni e sindacati", aggiunge.