Il governo italiano rilancia sull'obiettivo di una riforma fiscale strutturale, più equa e sostenibile. Lo ha ribadito è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta agli Stati Generali dei Commercialisti 2025. Dopo il primo passo con la revisione delle aliquote Irpef, l'esecutivo punta ora al cuore del sistema produttivo: il ceto medio.
«Il nostro lavoro non è finito», ha dichiarato Meloni. «Dopo la riduzione da quattro a tre aliquote Irpef, vogliamo fare di più e concentrarci sul ceto medio, che rappresenta la spina dorsale dell'economia italiana e troppo spesso sopporta il peso maggiore del carico fiscale».
L'intenzione è chiara: rendere il sistema più equo, incentivare chi produce reddito e contribuire allo sviluppo nazionale.Secondo la premier, una fiscalità più leggera e più semplice è «condizione necessaria per attrarre investimenti, far crescere l'economia reale e dare certezze a giovani, famiglie e imprese». L'obiettivo è creare un mercato più competitivo e offrire prospettive concrete alle nuove generazioni, oggi penalizzate da un contesto economico incerto.
Meloni, in completo stato confusionale quando parla di numeri, sembra non ricordare che grazie ai suoi miracolosi interventi, l'imposizione fiscale è tutt'altro che diminuita... essendo già aumentata di oltre un punto percentuale.
Come se non bastasse, a smorzare le rodomontate meloniane, come già accaduto in Parlamento quando la premier si era avventurata in dichiarazioni assurde nel confrontare Bund e Btp, è intervenuto ancora una volta il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che ha indicato l'orizzonte temporale della riforma fiscale "per il ceto medio" a data da destinarsi: «Ci sono ancora due anni e mezzo!»
E dato che stiamo riassumendo i contorni di una farsa, non possiamo non darne una degna conclusione riportando anche quanto detto in giornata da Matteo Salvini che, informato che la sua "alleata" aveva parlato di fisco, ha pensato bene di intervenire con questa dichiarazione social:«Per la Lega e per il governo una giusta, attesa e definitiva Pace fiscale, una rottamazione di milioni di cartelle esattoriali che stanno bloccando l’economia del Paese, sono una priorità, anzi una emergenza».
E c'è chi sostiene che gente simile sia in grado di governare l'Italia!


