“È costata cara ai pugliesi (cittadini e imprenditori) la campagna elettorale del centrosinistra. Dalla sanità alle attività produttive non si è badato a spese, solo che a pagare sono i pugliesi che si ritroveranno con più tasse regionali, meno servizi sanitari e meno investimenti alle aziende”. Così il gruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia sul disavanzo accertato di 369 milioni di euro nei conti della sanità e sul blocco degli investimenti. Secondo FdI, c’è stato ”un clientelismo elettorale che poi ha portato il centrosinistra a vincere grazie a una gestione regionale che ha girato la testa di fronte a grandi sprechi – ha aggiunto il gruppo – ma anche a spese folli che potevano essere maggiormente razionalizzate“.

Questa note è seguita dopo la notizia che appunto il disavanzo della sanità relativo al 2025 ammonta alla cifra monstre di 369 milioni di euro. La cifra esatta è emersa durante l’incontro di verifica tra la struttura tecnica del dipartimento Salute della Regione Puglia e i dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero della Salute che si è tenuto a Roma martedì 10 marzo. Nello specifico sull’innalzamento della spesa 2025 - per gli uffici regionali - avrebbe pesato l’aumento dei costi relativi alla sanità, stimato dello stesso Ministero nei termini di un più 4% compensato solo parzialmente dallo stanziamento statale per la Puglia aumentato solo dell’1%.

Sull’aumento della spesa 2025 . fanno notare da via Gentile - hanno inciso prevalentemente la mobilità passiva (pazienti che vanno a curarsi in altre regioni italiane), la spesa farmaceutica, il costo del personale per i rinnovi contrattuali e le assunzioni.

Ora ecco arrivare anche Il diktat che i ministeri hanno consegnato alla Regione (rappresentata dal capo dipartimento Vito Montanaro, dalla direttrice generale Aress Lucia Bisceglia e dai dirigenti Caroli, Memeo, Nicastro e Pacifico) è riassunto nella richiesta di presentare un nuovo Piano operativo triennale che dovrà contenere - questo è scritto nel verbale - misure in grado di apportare correzioni strutturali attraverso «un’adeguata programmazione regionale». Significa che dovranno essere disposte chiusure o accorpamenti di reparti o interi ospedali, misure di razionalizzazione della spesa farmaceutica, interventi sui costi per le strutture private e per i servizi no-core (ovvero le Sanitaservice). Un piano che potrebbe essere «lacrime e sangue» e che non risulta più rimandabile, dopo che per due anni (2024 e 2025) i ministeri avevano fatto analoghe richieste in sede di esame dei Piani (da ultimo a novembre): ma la giunta Emiliano aveva deciso di non procedere evidentemente valutando impopolare una simile iniziativa nell’imminenza delle elezioni.

Il gruppo di Fratelli d’Italia ha chiesto al presidente Antonio Decaro e alla maggioranza di ”avere il coraggio e la responsabilità di chi è chiamato a governare una Regione importante come la Puglia! Se in un anno si ‘consumano’ 369 milioni di euro, chiediamo che vengano in aula (abbiamo chiesto una seduta monotematica) per dettagliare la spesa e a spiegare, prima, quali decisioni intendono prendere. Non solo, è anche arrivato il momento che di questo disastro si conoscano gli autori. Su queste colpe abbiamo notato (anche nel caso del blocco degli incentivi) uno strano silenzio da parte di Decaro: la colpa è del Governo Emiliano? E se così fosse intende, comunque, confermare Michele Emiliano come suo consigliere personale?”.

Tra le voci critiche, anche quella di Luigi Lobuono, ex sfidante di Decaro e presidente del gruppo misto in Consiglio regionale. “La sanità pugliese vive una vera emergenza nell’emergenza, tra ritardi nelle prestazioni, organizzazione in difficoltà e un clima sempre più teso negli ospedali, dove purtroppo aumentano anche le aggressioni ai danni del personale sanitario. In questo quadro - commenta Lobuono in una nota - trovo discutibile che la risposta al buco nei conti della sanità possa essere quella di aumentare la pressione fiscale sui cittadini. Quando un sistema non funziona, la priorità non è chiedere nuovi sacrifici ai contribuenti, ma eliminare sprechi e inefficienze e soprattutto individuare le responsabilità che hanno portato a questo stato delle cose, sia sul piano politico sia su quello gestionale. Per questo chiedo al presidente della Regione e all’assessore competente alla Sanità di fare piena chiarezza sulla situazione del sistema sanitario pugliese”.