Il trucco è semplice, quasi banale. E proprio per questo ancora più grave. Il governo annuncia con enfasi il taglio di 25 centesimi al litro sulla benzina. Un gesto che, a sentir lor signori, dovrebbe alleggerire il peso sulle famiglie già strangolate dal caro energia. Applausi, titoli, propaganda. Fine della storia? Neanche per sogno.
Perché basta leggere il decreto — non i comunicati stampa — per scoprire la verità: quello sconto si paoga noi. Non oggi alla pompa, ma domani in ospedale.
Ottantasei milioni di euro vengono sottratti alla sanità pubblica. Ottantasei milioni. Non bruscolini, ma risorse che significano meno servizi, meno personale, meno cure. In un sistema già al limite, dove le liste d’attesa sono infinite e l’accesso alle prestazioni è sempre più difficile, ogni euro tolto pesa come un macigno.
E mentre ai cittadini viene presentato il contentino del carburante leggermente meno caro, c’è un dettaglio che grida vendetta: le compagnie petrolifere, nel pieno di una fase di tensione internazionale che ha gonfiato i prezzi e i profitti, non vengono minimamente toccate. Zero contributo. Nessun sacrificio. Nessuna redistribuzione.
Il risultato è un capolavoro di ipocrisia politica: si finge di aiutare gli italiani, ma si prende dai servizi essenziali per farlo. Si sposta il problema, non lo si risolve. Anzi, lo si aggrava.
La domanda è tanto semplice quanto scomoda: perché una misura emergenziale sul carburante deve essere finanziata tagliando la sanità pubblica? Perché il costo di una crisi energetica deve ricadere su chi ha bisogno di cure?
Quali interventi verranno rinviati? Quante diagnosi arriveranno in ritardo? Quante persone dovranno aspettare ancora di più per una visita?
Qui non si tratta di scelte tecniche. Si tratta di priorità politiche. E la priorità, evidentemente, non è la salute dei cittadini.
Alla fine il meccanismo è sempre lo stesso: ti danno qualcosa con una mano e ti tolgono molto di più con l’altra. Solo che ciò che ti tolgono non è immediatamente visibile. Non lo vedi alla pompa di benzina. Lo scopri quando hai bisogno di curarti.
Le tasche sono sempre le tue.
Il potere, invece, resta saldamente nelle loro mani.


