La tennista russa Mirra Andreeva trasforma la finale del Roland Garros in una prova di maturità assoluta, superando Maja Chwalinska con un netto 6-3 6-2 e confermandosi come il volto nuovo più luminoso del tennis femminile. La polacca, sorpresa del torneo, ha provato a restare agganciata nei primi scambi, ma la russa ha imposto ritmo e precisione fino a prendere il largo.
La partita si è decisa nella gestione dei break iniziali: entrambe tese, entrambe fallose, poi la Andreeva ha trovato continuità e ha infilato la serie che ha spaccato l’incontro. La Chwalinska ha riconosciuto la superiorità dell’avversaria: «Mi sono dovuta dare dei pizzichi per capire che fosse tutto reale… ma Mirra è stata troppo forte».
Per la Andreeva, invece, il trionfo è la conferma di un percorso costruito con metodo: «Osservavo il Roland Garros sin da bambina: non riesco a credere di avere la coppa in mano». Ha spiegato quanto il lavoro mentale sia stato decisivo: «Ho parlato con la mia psicologa prima della semifinale e della finale. Mi ha aiutata a vivere questi momenti nel modo giusto». E ha aggiunto: «È una sensazione un po’… 'addictive'. Voglio provarla di nuovo».
Accanto a lei, la guida di Conchita Martínez: «Grazie per avermi spinto al limite», ha detto la russa. Un titolo che sembra solo l’inizio.


