Per ridurre il costo della bolletta della luce, una misura concreta potrebbe essere l’abolizione del Canone Rai, una tassa da molti considerata odiosa, al pari del bollo auto. Ma c’è un aspetto che rende questo tributo ancora più discutibile: gli italiani pagano per finanziare la televisione pubblica e, nonostante ciò, devono sorbirsi anche la pubblicità, proprio come accade sulle emittenti private, che non impongono alcun canone obbligatorio agli spettatori.

Il punto è semplice: se la Rai riceve già i soldi dei cittadini attraverso il Canone, perché deve incassare anche i proventi della pubblicità? E se le emittenti private riescono a finanziarsi attraverso gli spot, perché la televisione pubblica deve chiedere ai contribuenti un ulteriore contributo obbligatorio? È questa la contraddizione su cui bisognerebbe aprire una seria riflessione.

Da qui una proposta chiara: abolire il Canone Rai e lasciare alla televisione di Stato la possibilità di finanziarsi attraverso la pubblicità, come fanno le emittenti private. In alternativa, se si ritiene indispensabile mantenere il canone per garantire un servizio pubblico di qualità, si dovrebbe almeno ridurre drasticamente la pubblicità. Ciò che appare discutibile è il doppio finanziamento, attraverso il prelievo obbligatorio e gli introiti commerciali, a fronte di un servizio che continua a interrompere i programmi con gli spot.

Ricordiamo che nel 2016 il Canone Rai è stato inserito nella bolletta elettrica proprio per contrastarne l’evasione e rendere più efficace la riscossione. Una scelta che dimostra come, quando esiste la volontà politica, sia possibile intervenire concretamente per recuperare risorse fiscali.

Se si è riusciti a contrastare l’evasione del Canone Rai attraverso un sistema di riscossione più efficace, perché non adottare strumenti altrettanto incisivi per combattere l’evasione e l’elusione delle altre imposte? Milioni di cittadini pagano regolarmente le tasse, mentre altri riescono a sottrarsi ai propri obblighi, contribuendo ad aggravare il peso fiscale su chi rispetta le regole.

Dopo il bollo auto, dunque, anche il Canone Rai potrebbe tornare al centro del dibattito. L’obiettivo è alleggerire il peso economico sulle famiglie e rendere più coerente il finanziamento della televisione pubblica: o si chiede ai cittadini di pagare il servizio, limitando la pubblicità, oppure si elimina il canone e si punta su altre forme di finanziamento. Pagare due volte, attraverso il canone e gli spot, è una contraddizione inaccettabile!