Modello Milano: la fortuna di avere Sindaci Sala ed Imprenditori-Professionisti che sanno come rendere “grande” Milano è la conferma che Istituzioni e Politici non fanno quello per cui sono pagati?
I milanesi e tutti i contribuenti che pagano per trasformare le città in metropoli e per trasformare la metropoli Milano in megalopoli sono allibiti. Dopo la stagione di Tangentopoli della Milano da bere ed il successo dell’Expo non compromesso dai magistrati arriva la stagione della Palazzopoli dei city manager che rischia di pregiudicare l’atteso successo dei Giochi Olimpici invernali del 2026.
Sorprendentemente però nessuno critica (ha motivo di criticare) le oasi di rigenerazione urbana costruite dal Sindaco Sala anche se chi abita sul perimetro delle oasi lamenta l’oppressione dei grattacieli - la visibilità compromessa – il timore di essere travolto dalla naturale espansione delle oasi e sollecita accertamenti della Magistratura.
La Magistratura, innescata dalla denuncia di un cittadino di Piazza Aspromonte, si impegna ad accertare la legalità nell’evoluzione del progetto “grande Milano” dei Sindaci Gabriele Albertini – Letizia Moratti – ora Giuseppe Sala che impegna i professionisti e gli imprenditori a progettare-finanziare la costruzione della grande Milano e la struttura operativa di Stato a garantire una grande Milano costruita nel rigoroso rispetto delle norme (adeguandole se necessario) – nel rispetto dei diritti e dell’interesse dei cittadini.
Primavera 2023: la Magistratura apre un fascicolo “Piazza Aspromonte-Torri Crescenzago”, infila nella borsa il testo base - la legge urbanistica del 1942 (c’era ancora il Re) con le correlate variazioni e va in Comune per riscontrarne l’applicazione. Trova la “Commissione paesaggio” (partecipata da progettisti-professionisti degli imprenditori e dalla struttura “Rigenerazione urbana del Comune”), rileva palazzi sorti dal nulla in mezzo a un cortile e al posto di due capannoni e formula l’ipotesi di lottizzazione abusiva e di abuso edilizio per l’utilizzo improprio di strumenti come la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Nessuno si è accorto che in alternativa alla procedura dei piani attuativi (più complessa e costosa per oneri di urbanizzazione) veniva utilizzata una procedura semplificata e meno onerosa per costruire grattacieli o nuovi edifici presentandoli come ristrutturazioni.
Inizio 2024: la Magistratura accende i riflettori sui cantieri di Cascina Gobba, San Donato, Baggio, Fiorenza (Mind), Famagosta, Linate, Opera, Assago e Figino (Molino-Dorino). Spunta un Piano di gestione del territorio – “Pgt ombra” per guidare la rigenerazione urbana dell’hinterland milanese (un’apparente spartizione tra i grandi nomi dell’immobiliare delle nove aree da rigenerare nelle zone periferiche). Il “Pgt ombra”, disegnato dal presidente della Commissione paesaggio Marinoni, con il dossier su "Nodi e Porte Metropolitane Milano 2050" da redigere, dicono paradossalmente presso il suo studio di architettura, ottiene il patrocinio gratuito del Comune su proposta del Sindaco e dell'assessore alla Rigenerazione urbana. La Magistratura annota: uno strumento artificioso per raggirare le regole e facilitare l'avvio di un piano di affari occulto di pianificazione e di attuazione di agglomerati edilizi in ampie aree, intorno a nove nodi periferici, al confine tra la città e i comuni dell'hinterland con l’utilizzo del Parternariato Pubblico-Privato per sottrarsi alle procedure di legge. Cioè Istituzioni e Politici non sono attrezzati per sapere cosa stanno facendo i Sindaci e come lo fanno: manca l’infrastruttura tecnologica di controllo che rileva-riscontra-segnala-innesca interventi correttivi sulla struttura operativa–sulle norme.
Maggio 2024, i riflettori della Magistratura che bloccano circa 150 progetti per il timore delle indagini o perché senza i necessari permessi impongono un intervento della Politica - un “Salva Milano”. Nasce la proposta di legge parlamentare– le “Disposizioni di interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia” (peraltro giustificata perché è problematico rispettare una legge del 1942 per una rigenerazione urbana con grattaceli in sostituzione di capannoni o di tendoni piazzati in aree degradate). Obiettivo: il superamento dei limiti (volumetrici e di altezza) per interventi edilizi effettuati anche in assenza di piani particolareggiati o di lottizzazione convenzionata superando così l’obbligo dell’ok preventivo di un piano particolareggiato o di lottizzazione convenzionata in caso di costruzione di nuovi immobili su lotti che si trovano in ambiti edificati e urbanizzati ed in caso di sostituzione di edifici esistenti o interventi su edifici esistenti in ambiti edificati (novità valida non solo per la città di Milano ma per tutta Italia e retroattiva). Il “Salva Milano” passa alla Camera ma i Politici lo insabbiano al Senato per il timore di speculazione edilizia – di cementificazione e per vedere l’effetto (anche politico?) che fa.
E l’effetto – il danno immediato che fa si vede subito! Paralisi degli uffici urbanistica e chiusura dello Sportello Unico dell’Urbanistica con conseguente paralisi del sistema immobiliare milanese. 4.167 famiglie (e il conto sale a 14.481 se la Magistratura mette nel mirino tutti gli edifici costruiti negli ultimi 4 anni) in attesa della casa che intanto pagano il mutuo o il prestito rateizzato. Richiesta di arresti domiciliari e 74 indagati (ed è solo l’inizio?), tra cui anche il sindaco Giuseppe Sala, ex funzionari, protagonisti del mondo immobiliare milanese e le società a cui sono legati. Ovviamente al danno si aggiungono gli ineludibili effetti collaterali. L’ampia rigenerazione di quartieri cittadini ha comportato anche un boom dei prezzi immobiliari, sospinti da vari fenomeni sovrapposti: la ricerca del rendimento più alto, l’arrivo dei milionari esteri attratti in città dalla flat tax, l’approdo delle multinazionali del tech, il boom delle università, oggi ben otto in pochi chilometri quadrati. L’attrattività nazionale ed internazionale di Milano – il calendario di sempre più eventi ha reso Milano una delle città più care d’Europa. Gli accordi urbanistici hanno spesso favorito i privati con aumenti di cubatura e deroghe al Piano di governo del territorio, senza reali vantaggi per la comunità mentre il meccanismo, definito negli atti “urbanistica contrattata”, prevederebbe scambi tra diritti edificatori e opere pubbliche a carico dei costruttori e benefici per i cittadini. Parte il circuito giudiziario e le carte sul tavolo sono pesanti. Avidità – spregiudicatezza - asservimento sistemico verso i costruttori, esistenza di un vorticoso circuito di corruzione che colpisce le istituzioni e disgrega ogni controllo pubblico sull’uso del territorio svilito a merce da saccheggiare. Sistema composto da operatori economici, progettisti privati e soggetti interni all’amministrazione comunale, il cui fine sarebbe di favorire il rilascio di titoli edilizi illeciti e di realizzare operazioni immobiliari speculative. Commissione per il paesaggio fulcro delle patologie della gestione urbanistica, inquinata da una corruzione sistemica. Reati di corruzione - falso e induzione indebita a dare o promettere utilità, a carico di pubblici ufficiali, appartenenti all'amministrazione comunale o componenti della Commissione per il paesaggio, nonché di progettisti e imprenditori. Inaugurazione del circuito giudiziario il 23 luglio: si presentano al giudice gli indagati per i quali la Procura ha chiesto il carcere o i domiciliari.
Devono ripartire anche Milano e la sua giunta ed interviene la “Politica che conta”. Il Pd ribadisce "appoggio e sostegno" al sindaco Sala e, al termine di "un incontro costruttivo", lo invita a dare "segnali di cambiamento per rispondere ai nuovi bisogni della città". Il sindaco Sala in Consiglio comunale dichiara: le mie mani sono pulite; se la maggioranza c’è, vado avanti; tutto ciò che ho fatto nell'arco delle due sindacature si è sempre ed esclusivamente basato su ciò che ritengo essere l'interesse dei cittadini; in tutto ciò che ho compiuto nel mio mestiere di sindaco non esiste nessuna azione a mio personale vantaggio. L’assessore alla rigenerazione urbana Tancredi dichiara: la mia coscienza è pulita, dà le dimissioni e si commuove. Viene rilanciato il Piano casa con l’obiettivo di 10 mila nuove abitazioni nei prossimi dieci anni da mettere in locazione a prezzi calmierati (circa 80 euro al metro quadrato) in Edilizia Residenziale Sociale. Pierfrancesco Majorino (segreteria del Pd con la responsabilità sulla Casa, ex assessore di Milano ed europarlamentare) chiede più coraggio su temi come l’emergenza abitativa (un piano casa ancora più ambizioso) e l’impatto sociale delle trasformazioni urbane (un nuovo Pgt coraggioso e sociale). Chiede che venga agevolata in modo chiaro l’edilizia sociale ed un comitato in Prefettura con Comune e Regione sullo scandalo delle case vuote (la Regione ha 23 mila case popolari vuote ed è l’ente con più immobili sfitti in Italia). E per fronteggiare il costo della vita suggerisce il salario minimo comunale, cioè chi lavora con o per il Comune non può guadagnare 5 o 6 euro l’ora (gli stipendi scandalosamente fermi sono tema nazionale e regionale). I Partiti di opposizione chiedono dimissioni perché recitano il canovaccio della contrapposizione politica.
Cioè, per la “Politica che conta” il problema non è né il sindaco Sala (viene riconfermato) né come è stata realizzata la rigenerazione urbana (nessuno la contesta). Qual è il vero problema del modello Milano? Non è certamente la Commissione paesaggio: le celebrate opere realizzate attestano che non è funzionale solo allo scambio di mazzette (sarà la Magistratura ad accertare eventuali fenomeni corruttivi o altri reati). Non può essere la parcella dei professionisti-progettisti arruolati in Commissione paesaggio: nessuno può sostenere che debbano lavorare gratis o che debbano presentare parcelle calmierate agli imprenditori attuatori dei progetti. E’ sicuramente un problema la scorciatoia utilizzata per semplificare-accelerare le fasi progettuali ed attuative ma l’intervento della Magistratura attesta che senza scorciatoia non ci sarebbe la Milano di oggi. Si invoca il rispetto delle norme: ma Istituzioni e Politici non hanno ancora allineato alle necessità di oggi la Legge urbanistica del 1942 nata quando si utilizzava il “Gamba de legn” e non il metrò. Si invoca la trasparenza: ma gli atti ci sono e le Istituzioni ed i Politici non hanno ancora costruito l’infrastruttura tecnologica che agevola il circuito del controllo definendo le responsabilità di valutazione e di intervento ai vari livelli della struttura operativa. Si invoca l’onestà: ma Istituzioni e Politici non sono ancora attrezzati per monitorare il flusso di denaro-i destinatari-le opere correlate. Si lamenta sempre l’intervento della Magistratura: ma è ovvio se la cultura-la struttura di controllo manca e viene rimpiazzata dalla denuncia.
Il vero problema è la gentrificazione (termine, coniato negli anni '60, che descrive il cambiamento di un quartiere da popolare a borghese) – il processo di progressiva trasformazione urbana per cui aree, tradizionalmente abitate da una popolazione a basso reddito, vengono riqualificate ed attraggono residenti con redditi più alti, causando un aumento dei prezzi degli immobili - degli affitti – del costo della vita – della sicurezza e, di conseguenza, imponendo lo spostamento degli abitanti originali e rendendo troppo stridente il passaggio alle aree degradate – a reddito insufficiente. Ma questo non è un problema che può risolvere a Milano un Sindaco Sala e che la “Politica che conta” non può pensare di risolvere solo con un Piano casa di 10.000 abitazioni in 10 anni e con un reddito minimo garantito di oltre 6 euro solo a chi lavora con e per il Comune. Cioè il vero problema del “modello Milano” non è né il sindaco Sala né la Magistratura ma le Istituzioni ed i Politici che non sanno o non si decidono a fare quello per cui sono stipendiati dai contribuenti (rendere praticabile e sostenibile il modello Milano).