Cultura e Spettacolo

Vasco Rossi prepara il tour della consacrazione: “La scaletta sarà una bomba”. E per il 2027 sogna un evento da oltre 500mila persone

Vasco Rossi è pronto a riaccendere gli stadi italiani. Il Komandante scalda i motori per il nuovo tour e, tra anticipazioni e retroscena, promette uno spettacolo destinato a lasciare il segno. “La scaletta vi stupirà”, ha raccontato a Tv Sorrisi e Canzoni, lasciando intendere che il pubblico dovrà aspettarsi emozioni forti, grandi classici e, persino, qualche sorpresa inattesa. Ma lo sguardo del rocker è già rivolto oltre: al 2027, anno in cui celebrerà i 50 anni di carriera con un evento-monstre pensato per oltre 500mila persone.

Il tour partirà ufficialmente il 30 maggio da Rimini con la tradizionale data zero, preceduta il 29 maggio dal soundcheck esclusivo dedicato agli iscritti del fanclub. Un appuntamento ormai cult per il “fronte del palco”, che avrà così l’occasione di ascoltare in anteprima il nuovo show.

La tournée attraverserà tutta l’Italia e sarà segnata anche da debutti importanti. Vasco si esibirà per la prima volta al Parco Urbano Giorgio Bassani di Ferrara e all’Olbia Arena, dove tornerà dopo oltre quarant’anni: l’ultima volta in Sardegna risale al 1983, ai tempi del tour di Bollicine. Grande attesa anche per Ancona, con il ritorno allo Stadio del Conero dopo quattro anni e, per Bari, diventata ormai una delle sue tappe simbolo.

Sul nuovo spettacolo, però, Vasco mantiene ancora il massimo riserbo. “Inizia con una canzone che non si aspetta nessuno, risistemata”, rivela. Nessun titolo, ma una certezza: “Sarà una bella botta”. Nella scaletta, troveranno spazio anche brani degli anni Ottanta molto amati dai fan, come Alibi e Bolle di sapone.

E parlando del finale del concerto, il rocker anticipa un momento ad alto impatto emotivo: “Il concerto è diviso in due parti, poi arrivano i bis. L’ultima canzone prima dei bis sarà Un mondo migliore. Che non è certo quello in cui viviamo”.

Non mancheranno neppure riferimenti all’attualità. Vasco cita un verso storico: “Non siamo mica gli americani… che loro possono sparare agli indiani”, sottolineando con ironia quanto quel testo sia ancora incredibilmente contemporaneo.

Dietro la costruzione della setlist, racconta il cantante, c’è un lavoro quasi maniacale. “Le prime tre canzoni devono essere forti, tirate, senza pause. Poi, arriva la botta emotiva della ballata. Tutto deve creare un’onda mentale, con sbalzi emozionali studiati alla perfezione”. Un equilibrio fatto di testi, ritmo, energia e persino tonalità musicali.

Ma la vera bomba arriva quando Vasco parla del futuro. Il 2027 sarà l’anno del mezzo secolo di carriera e il progetto è già gigantesco: “Stiamo lavorando a un evento per oltre 500mila persone. Modena Park è stato irripetibile, questa sarà una cosa diversa. Un’altra sfida”.

Un traguardo enorme che, però, non lo porterà a fermarsi. “Avevo pensato di prendermi una pausa per prepararlo, ma non posso. Ho promesso che farò un tour tutti gli anni”.

E tra un palco e l’altro, Vasco continua anche a scrivere nuova musica. “Ci sono diverse canzoni nuove. Una è praticamente pronta e l’ho scritta con Gaetano Curreri”. Poi scherza: “Gli ho detto: ‘Questa è l’ultima che facciamo insieme’”. Il brano, racconta, è nato prima della sua partenza per Los Angeles e contiene “un esperimento” che il pubblico scoprirà prossimamente.

Tra nostalgia, nuove sfide e la voglia inesauribile di stare sul palco, Vasco Rossi dimostra di non avere alcuna intenzione di rallentare. E il suo popolo è già pronto a seguirlo, ancora una volta, sotto il segno del rock.

Autore Anna Maria Iozzi
Categoria Cultura e Spettacolo
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