Ronaldo e la sua inimitabile storia
Se a 41 anni ti mancano appena 30 gol per toccare quota mille (ieri ha firmato la numero 970).
Se a 41 anni giochi ancora ad alti livelli.
Se a 41 anni viaggi alla media di un gol a partita (25 reti in 26 presenze).
E poi ti raccontano che sei andato in Arabia perché non reggi più il ritmo del calcio europeo.
E invece, sempre a 41 anni, torni in Europa con la tua nazionale… e continui a segnare, ancora, sempre (13 gol nelle ultime 14 presenze).
Se a 41 anni trasformi lo straordinario in ordinario.
L’impossibile in qualcosa di naturale, quasi scontato.
Se a 41 anni hai ancora una fame feroce.
Se a 41 anni sei ancora il simbolo del tuo Paese.
Se a 41 anni giocherai il Mondiale sognando di vincerlo, dopo aver già conquistato l’Europeo.
Se a 41 anni non molli nemmeno di un millimetro.
Se a 41 anni sei ancora tra i migliori al mondo.
Se a 41 anni vivi per il calcio.
Se a 41 anni sei ossessionato da ogni dettaglio.
Se a 41 anni resti un professionista esemplare.
Se a 41 anni non sfiori nemmeno l’idea di fermarti.
E tutto questo, nonostante una carriera irripetibile.
Nonostante tu sia già leggenda.
Nonostante hai giocato nei più grandi club.
Nonostante tu sia la storia del Real Madrid.
Nonostante hai battuto ogni record.
Nonostante una bacheca colma di trofei.
Nonostante non hai più nulla da dimostrare.
Allora no, non stiamo parlando di un uomo qualunque.
Nemmeno di un essere umano.
Perché tutto questo sfugge alla logica.
È oltre il naturale.
Forse oggi non ce ne rendiamo davvero conto.
Ma un giorno capiremo fino in fondo cosa è stato capace di fare.
Qualcosa di unico. Di irripetibile.
E sarà lì che ci sentiremo davvero privilegiati per aver vissuto nella sua stessa epoca.
Per poter dire ai nostri figli e nipoti: si, io ho visto giocare Cristiano Ronaldo.
Fonte: Calcio Totale pagina Facebook