Esteri

Trump supera anche le peggiori aspettative: si va all’ucrainizzazione del Golfo Persico

L'unica verità sulla guerra statunitense contro l'Iran è che USA hanno risorse bastanti a bombardare radar e siti missilistici costieri iraniani ed a intercettare navi commerciali, ma non hanno la massa critica di terra e di mezzi anfibi in loco per occupare fisicamente lo stretto o neutralizzare definitivamente la minaccia asimmetrica iraniana senza una mobilitazione totale che richiederebbe mesi.

Questo è il verdetto degli esperti di Politico, Atlantico Council, Reddit, Al Jazeera, Bloomberg e chi più ne ha più ne metta.

Con il ripristino del blocco navale ordinato da Trump, la Quinta Flotta sta operando al massimo delle sue capacità correnti, ma con evidenti colli di bottiglia causati dalle recenti rappresaglie missilistiche dell'Iran (IRGC): le tradizionali basi americane nel Golfo sono sotto tiro costante, costringendo il Pentagono a disperdere i mezzi e ad arretrare la logistica a terra, che ha subito duri colpi.

I Pasdaran hanno colpito direttamente il Quartier Generale della Quinta Flotta a Manama (Bahrain), distruggendo terminali di comunicazione satellitare fondamentali per il coordinamento tattico. Impatti missilistici sono stati registrati anche vicino alla base aerea di Al Udeid in Qatar. 

Paesi come gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Qatar hanno bloccato l'uso delle loro basi o dello spazio aereo per l'avvio di attacchi offensivi diretti, nel timore di ritorsioni iraniane. Questo ha costretto gli Stati Uniti a ridislocare, ad esempio, i caccia F-22 in Israele (presso la base di Ovda), allungando le catene di rifornimento e le rotte di volo.

L'incubo delle mine è il vero punto debole.
Per ripulire lo stretto dalle mine iraniane, la US Navy non possiede abbastanza dragamine e droni sottomarini d'avanguardia in loco per garantire la totale bonifica dello stretto in tempi brevi. Gli USA dispongono in zona solo di 3 Littoral Combat Ships (LCS) specializzate e hanno dovuto ripristinare d'urgenza altre due vecchie unità della classe Avenger (USS Pioneer e USS Chief) già destinate alla rottamazione.
Le marine europee (Francia, Regno Unito e Italia) si sono dette disposte ad aiutare a sminare, ma esitano a entrare nel raggio d'azione dei droni costieri iracheni e iraniani.

Secondo gli analisti navali, per un'operazione di "apertura forzata" sicura servirebbero almeno 6 mesi di mobilitazione e l'afflusso di migliaia di truppe aggiuntive per occupare le isole chiave (come Greater Tunb). Al momento gli USA schierano 'solo' ~50.000 soldati in tutto il Medio Oriente.

Nelle ultime ore il Centcom ha completato un massiccio raid aereo di 90 minuti sull'isola di Greater Tunb per distruggere le batterie missilistiche costiere iraniane. Mantenere questa pressione aerea e navale richiede uno sforzo immenso. Circa il 33% dell'intera flotta di aerei da rifornimento americani (KC-135 e KC-46) è attualmente assorbita da questo quadrante per permettere ai caccia di rimanere in volo.

Sul fronte dei droni, le cose non vanno meglio: l'Iran e le milizie regionali hanno abbattuto o distrutto al suolo circa 30 droni Reaper (pari a circa il 20% dell'intera flotta globale della US Air Force). Rimangono circa 20-25 Reaper attivi nel Medio Oriente.
Il Pentagono ha un gravissimo problema logistico poiché la linea di produzione dei vecchi MQ-9A è stata chiusa e l'aeronautica è a corto di rimpiazzi.

Per sopperire, sono arrivati in zona circa 600-800 unità della variante pesante Switchblade 600 (specializzata nella distruzione di corazzati e navi veloci). Trattandosi di droni kamikaze xirca 250 - 300 unità di Switchblade 600 sono già state esaurite o autodistrutte dall'inizio dell'escalation delle operazioni del Centcom.

Intercettare droni iraniani a basso costo (o sciami coordinati) utilizzando missili navali da milioni di dollari a pezzo sta logorando le scorte di munizioni di precisione della flotta.
Per non finire al tappeto a causa dei costi, la flotta americana sta introducendo d'urgenza contromisure asimmetriche basate sull'Intelligenza Artificiale: la Casa Bianca sta finanziando l'invio nel Golfo di 10.000 droni intercettori "Merops".
Costando circa 15.000$ l'uno, questi droni permettono di distruggere i velivoli iraniani impattando direttamente contro di essi, azzerando l'enorme svantaggio economico dei missili tradizionali. 

Al Pentagono serpeggia un profondo e crescente pessimismo, sebbene i vertici militari siano estremamente cauti nell'esprimerlo pubblicamente a Donald Trump, il quale continua a definire l'operazione un "successo totale". 
I vertici della Difesa, guidati dal Segretario Pete Hegseth e dai Capi di Stato Maggiore, vedono la ripresa delle ostilità dopo il fallimento della tregua di giugno come l'ennesima conferma di un errore di calcolo strategico. (fonte The New York Times)

In breve, all'avvio dell'operazione Epic Fury, la Casa Bianca prevedeva una campagna di bombardamenti di "4 o 5 settimane" convinta che, distrutte le infrastrutture chiave, il regime di Teheran sarebbe capitolato. Il Pentagono ha invece dovuto constatare che l'assassinio dei leader e i raid aerei hanno solo cementato la resistenza dei Pasdaran.

Il Pentagono lamenta un enorme divario tra i traguardi pretesi da Trump (la sottomissione totale dell'Iran) e le risorse reali sul campo, ma soprattutto la preoccupazione più grave per la sicurezza nazionale statunitense riguarda il prosciugamento delle riserve. (fonte AP News)
Il Pentagono ha avvertito che questo ritmo di consumo mette a rischio la capacità di deterrenza globale degli Stati Uniti, lasciando il Paese parzialmente scoperto qualora dovesse aprirsi un secondo fronte simmetrico nel Pacifico (Taiwan). (fonte Bloomberg ; The Atlantic)

Per questa ragione il Pentagono sta spingendo per una transizione immediata verso sistemi autonomi (i droni intercettori Merops e i kamikaze Switchblade e Corsair), nel disperato tentativo di "industrializzare" la difesa e tamponare la mancanza di una via d'uscita diplomatica chiara da parte dell'amministrazione. 
Ma questo significherebbe una "ucrainizzazione" della guerra tra USA e Iran.

Autore scienzenews
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