Virus West Nile: quarta vittima in Campania. Altri casi gravi in Sardegna e Lombardia
Il virus West Nile torna a far parlare di sé in Italia, con un bilancio che si aggrava. Un uomo di 73 anni, originario di Maddaloni (Caserta) e affetto da patologie pregresse, è morto all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove era ricoverato in rianimazione. Si tratta della quarta vittima registrata in Campania dall’inizio dell’anno, la terza nella sola provincia di Caserta. A livello nazionale, il totale dei decessi sale così a otto: uno in Piemonte, tre nel Lazio e quattro in Campania.
Intanto si registra il primo caso umano accertato in Sardegna per il 2025: un uomo di 72 anni, anche lui con patologie pregresse, è ricoverato in condizioni critiche a Oristano. Gli esami effettuati dal Laboratorio analisi dell’AOU di Cagliari hanno confermato la presenza dell’infezione da West Nile. Il quadro clinico resta stabile ma grave, senza miglioramenti rispetto al giorno precedente.
Anche la Lombardia segnala due nuovi casi: una donna di 38 anni a Milano, curata a domicilio, e una 66enne ricoverata a Pavia. In una nota ufficiale, la Regione ha chiarito che non ci sono motivi di allarme. Il direttore generale del Welfare, Mario Melazzini, ha definito la situazione “assolutamente sotto controllo”, ricordando che il virus West Nile è una malattia ormai endemica in Lombardia da oltre un decennio. “Nella quasi totalità dei casi – ha spiegato – non è necessario il ricovero e si guarisce spontaneamente”.
La Regione Lombardia ha attivato anche quest’anno i protocolli di monitoraggio e sorveglianza per tenere sotto controllo la diffusione del virus, non solo negli esseri umani ma anche tra animali e zanzare, i principali vettori dell’infezione. Al momento, secondo le autorità sanitarie locali, non si registrano criticità.
Il virus West Nile continua a colpire in diverse aree del Paese, con casi isolati ma significativi. La situazione richiede attenzione, soprattutto per le persone fragili o con problemi di salute preesistenti. Sebbene in molte regioni il rischio venga considerato gestibile, la sorveglianza resta fondamentale per contenere eventuali focolai e proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione.