Appello alla tregua di Iuliia Mendel, ex portavoce presidenziale di Zelensky
L’ex responsabile stampa di Zelensky Iuliia Mendel ha scritto un articolo per il Time in cui chiede che Kiev sigli al più presto una tregua. Spiega i motivi della sua accorata esortazione specificando che non si tratta di una concessione politica a Mosca o a Washington, bensì di una questione di sopravvivenza della popolazione ucraina.
Infatti i suoi concittadini non ce la fanno più, né quelli a casa né quelli al fronte. I primi sono disperati e disposti a cedere territori alla Russia pur di avere la fine delle ostilità. I secondi stanno consumando uomini e arretrando costantemente, lasciando quindi la strada aperta i russi, sebbene infliggano loro danni e perdite.
Così, dice la Mendel, l’Ucraina rischia di perdere sé stessa come società e come Stato. Bisogna fermare subito questo processo nocivo prima che sia troppo tardi. Purtroppo Zelensky insiste con l’idea della pace “giusta”, che non si sa quando e come verrà, o magari con la sua idea di vittoria, dalla quale già Biden due anni fa cercava di distanziarsi.
Dell’ingresso nella NATO e di altre garanzie se ne potrà certamente parlare, ma solo dopo che le armi cesseranno e si inizierà a ricostruire. La guerra a tempo indefinito ormai non è sostenibile dal Paese, asserisce la Mendel. L’ex portavoce presidenziale, che ha ricoperto tale ruolo dal 2019 al 2021, spiega che l’Ucraina ha anzitutto la necessità di “forza intellettuale, democrazia resiliente, economia stabile e coraggio per confrontarsi coi propri limiti”.
E servono pure le elezioni libere e democratiche, come auspicato recentemente da Washington. Zelensky infatti ha terminato formalmente il suo mandato lo scorso mese di maggio e resta in carica soltanto grazie alla legge marziale.
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