Ancora molta gente preferisce divertirsi, celebrare il rituale dell’aperitivo (che personalmente reputo assurdo), delle cene sociali con i compagni di merenda, andare in vacanza, acquistare vestiti, programmare l’acquisto dell’ultimo modello di suv e tante altre amenità piuttosto che “perdere tempo” a riflettere sulle condizioni di un Paese allo sfascio o ancora peggio a tanti popoli che sono vittime dello stesso male: il libero mercato e l’imprenditoria predatoria affamati di nuovi consumatori.

Il principio che è alla base del libero mercato è molto semplice: restano attive le imprese che offrono beni e servizi di migliore qualità a prezzi più bassi. Quello che domina attualmente è la concorrenza sleale e la vendita di beni e servizi privi di qualità, prodotti nei paesi poveri a due soldi e venduti a prezzi altissimi garantendo l’accumulo di super profitti ai grandi evasori fiscali. L’Occidente brucia ricchezze a ritmo incessante predando i paesi arretrati che dispongono di risorse naturali e minerarie essenziali per le produzioni industriali ma che non hanno le tecnologie per utilizzarle in proprio.

Il colonialismo non è finito, anzi…  Ha cambiato modalità ma rimane il sistema predatorio più efficiente e crudele che agisce senza scrupoli e senza regole.  È lo stare fuori dalle regole che sta causando un disastro dalle conseguenze imprevedibili. 

Personalmente abolirei tutti gli eserciti e prenderei tutte le armi e le butterei nella Fossa delle Marianne e ci metterei un bel tappo sopra per sicurezza. Si parla di terrorismo islamico come di un pericolo mortale per i Paesi occidentali ma non si parla delle atrocità che i paesi cosiddetti “civili” hanno perpetrato e continuano a farlo nei vari continenti: Africa, Sud America, Medio Oriente e altri scampoletti vari in nome di cosa e di chi? La questione è ancora oggi oggetto di dibattito e viene riassunta in due parole: “Civilizzazione o genocidio?”. 

E meno male che all’ONU molte delegazioni hanno fischiato Netanyahu e hanno lasciato l’aula delle conferenze per protesta! Iniziavo ad avere dei dubbi visto l’appiattimento generale dell’Europa al progetto della “Riviera del Medio Oriente”.

Per quale motivo esistono gli ordinamenti giuridici e le Costituzioni democratiche?  Non certo per i ricchi e i potenti che le odiano perché impediscono loro di imporre le loro regole e le loro condizioni arbitrariamente ma per difendere i poveri e i semplici cittadini da tali arbitri.

Gaza rappresenta agli occhi del mondo il fallimento della civiltà occidentale; che la legge del più forte viene imposta sfacciatamente come “conditio sine qua non”.

Li chiamano terroristi e come dovremmo definire coloro che praticano il genocidio e la deportazione forzata per perseguire interessi predatori? Noi italiani conosciamo bene il terrorismo, è stato promosso e praticato contro cittadini innocenti che stavano aspettando un treno in stazione, che stavano viaggiando su di un aereo, su di un traghetto o erano andati in banca ad effettuare un deposito o pagare una cambiale; partecipavano ad un raduno pacifico della sinistra perché la nostra Costituzione riconosce la libertà di pensiero.

Dietro quel terrorismo si celavano interessi stranieri che hanno sempre pesantemente intralciato un corretto sviluppo economico, sociale e politico di un Paese che ancora nella metà del ‘900 era in uno stato di arretratezza e di analfabetismo vergognoso perché dominato da una classe cattolico-feudale che trattava le persone da sudditi.  In nome di una guerra al comunismo sono stati consumati delitti e ingiustizie, trascinato un popolo a vivere per decenni nel terrore di cadere vittima dei vili attentati organizzati da strutture parallele allo Stato di diritto, organizzate e dirette da entità straniere che hanno potuto operare liberamente ed impunemente: ancor oggi i parenti delle vittime stanno aspettando un atto di giustizia che non verrà mai.

L’arroganza occidentale sta creando nuove generazioni di “terroristi” perché ogni reazione alle ingiustizie e allo sfruttamento è considerato terrorismo invece come possiamo definire chi pratica il genocidio per ricostruire i confini “degli antichi Padri” e appellandosi alla sicurezza dei confini deporta forzatamente un popolo che per secoli ha vissuto in quel territorio e sul quale è stata programmata la costruzione di una “Riviera” ad uso esclusivo dei ricchi.

Quel terrorismo che i paesi occidentali condannano lo hanno creato loro e lo alimentano continuando a praticare le loro politiche predatorie. 

I partecipanti alla spedizione umanitaria hanno fatto bene a rifiutare i compromessi offerti loro da più parti perché l’obiettivo primario è aprire un corridoio umanitario attraverso il blocco navale per far arrivare gli aiuti alla popolazione palestinese: i rischi sono altissimi ma almeno c’è stato qualcuno che ha messo molti paesi dinanzi alla loro viltà e complicità. Finalmente tra le file dei complici inizia a serpeggiare la paura, ci sono volute 50 barchette piene di cibo e medicinali a mettere in imbarazzo quegli ipocriti. 

I volontari hanno rifiutato la proposta di utilizzare il canale cattolico: a mio avviso hanno fatto bene perché finora tramite quel canale gli aiuti a quella povera gente non sono mai arrivati, è un canale inutile perché il papa cattolico pensa a tutelare gli interessi dei suoi e non quelli dei mussulmani; hanno fatto bene a rifiutare la mediazione israeliana, sarebbe stato il colmo affidare gli aiuti a coloro che stanno usando la fame come arma di guerra contro quegli inermi inoltre gli israeliani proibiscono che si distribuiscano biscotti, miele e marmellata che sono alimenti molto utili per il loro apporto energetico che compensa in parte la sofferenza e l’indebolimento dell’organismo di coloro che soffrono di carenza alimentare. Mi dispiace che il nostro Presidente della Repubblica “democratica” si sia associato agli opportunisti e abbia lanciato un appello per far desistere dal continuare una missione di pace e di aiuti umanitari senza ideologie e bandiere. 

Secondo il Diritto internazionale le imbarcazioni che trasportano cibo e medicinali e quindi non costituiscono alcun pericolo per entrambi i paesi in conflitto hanno il sacrosanto diritto di attraversare il blocco navale perché lo stabilisce il diritto internazionale e la Convezione di Ginevra a tutala dei diritti umani; dalle acque internazionali le imbarcazioni entreranno direttamente nelle acque territoriali palestinesi e non israeliane, solo le autorità palestinesi possono negare l’accesso alla flotta. A questo punto non solo i volontari ma tutti quanti noi giocheremo una partita fondamentale: o vale il diritto o la barbarie.

Scegliere di fare la cosa giusta comporta dei gravi rischi e le conseguenze sono imprevedibili ma queste persone rappresentano l’umanità “vera” che vuole rimanere tale: se passano incolumi si sarà aperto un corridoio umanitario sicuro che porterà sollievo a quelle vittime e si ricomincerà a rispettare le regole; se disgraziatamente saranno fermati, molto probabilmente Israele sarà isolato, gradualmente e rapidamente porti, aeroporti, spazi aerei e terrestri saranno interdetti ai trasporti verso e da quel paese.

Netanyahu dovrebbe leggere la Divina commedia di Dante, la parte relativa alla legge del contrappasso: si raccoglie quello che si semina.