Ogni evento sportivo cambia radicalmente a seconda del punto di vista di chi lo narra. La stessa identica partita può essere un dramma psicologico per lo sconfitto, un’epopea eroica per il vincitore o una commedia degli errori per lo spettatore neutrale.
La narrazione trasforma i fatti in mito, distorcendo la realtà per nutrire l'ego o giustificare un fallimento.
Questo fenomeno tocca il suo apice nel tennis, lo sport solitario per eccellenza, dove la mente gioca brutti scherzi. Quando la solitudine del campo incontra il tennis amatoriale, la narrazione si trasforma in una vera e propria epica da spogliatoio.
Tra rimonte mitologiche nate sotto 6-1 5-2 e una lista infinita di scuse esilaranti, il confine tra realtà e leggenda si azzera completamente.
Il blog Corde Tese analizza con ironia e precisione questo ritratto del "tennista di periferia", dove la verità diventa flessibile e il punteggio un'opinione.
Per approfondire vi rimando all'articolo completo in link.
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