Il 9 maggio 2026, lo Stadio Olimpico di Roma non è stato solo il teatro di una partita di calcio; è stato il palcoscenico di una supremazia annunciata, una sera in cui l'Inter ha scritto un'altra pagina indelebile della sua storia recente, dominando la Lazio con un secco 0-3 che ha lasciato pochi dubbi sulla superiorità nerazzurra in questa annata.
Sotto un cielo che non prometteva nulla di buono per i biancocelesti, l'Inter è scesa in campo con la sicurezza di chi ha già il tricolore in tasca, guidata da un Cristian Chivu ormai maestro nel gestire la pressione. La partita è entrata subito nel vivo, con i nerazzurri che hanno impresso un ritmo insostenibile.
L'apertura fulminea: Lautaro firma l'Olimpico
Appena sei minuti, e il cronometro segnava già l'apertura delle danze. È il capitano, Lautaro Martínez, a rompere l'equilibrio con un gol da rapace d'area, mettendo subito in discesa la gara per gli ospiti. Un gol che ha gelato l'Olimpico, costringendo la Lazio a inseguire un'ombra nerazzurra che sembrava ovunque.
Il controllo e il raddoppio: Sucic sigilla il primo tempo
La Lazio ha provato a reagire, ma la manovra nerazzurra, orchestrata con precisione chirurgica, ha neutralizzato ogni tentativo dei ragazzi di Sarri. Al 39′, il raddoppio.
È Petar Sucic a trovare la rete del 0-2, un colpo che ha spezzato le gambe e la volontà dei padroni di casa. La prima frazione si è chiusa con un dominio netto, testimoniato da un gioco fluido e una difesa, guidata da Acerbi, praticamente impenetrabile.
La ripresa: l'espulsione e il sigillo di Mkhitaryan
Il secondo tempo si è aperto con la speranza laziale di riaprire la gara, ma la serata si è trasformata in un incubo al 59′.
Alessio Romagnoli è stato espulso per un grave fallo di gioco, lasciando i suoi in dieci uomini e compromettendo ulteriormente le chances di rimonta. In superiorità numerica, l'Inter ha gestito il possesso con eleganza, chiudendo definitivamente i conti al 76′ con Henrikh Mkhitaryan.
Il tris dell'armeno ha sancito la resa biancoceleste e scatenato la festa nel settore ospiti.
Una vittoria che vale il biglietto da visita
Il 0-3 finale è una fotografia chiara di una sfida in cui la Lazio ha faticato in ogni reparto, tra errori difensivi e un attacco poco incisivo, con prestazioni opache come quelle di Marusic e Dele-Bashiru.
Al contrario, l'Inter ha dimostrato di essere una squadra cinica, organizzata e pronta anche per l'imminente finale di Coppa Italia.
Questa gara del 9 maggio 2026 non è stata solo una partita di campionato, ma un vero e proprio passaggio di consegne in termini di intensità e convinzione, un trionfo che rafforza il mito dell'Inter "carrarmato" di Chivu in questo storico 2026.


