La legge di bilancio attualmente in fase di definizione si presenta come un duro colpo per le donne e gli uomini delle forze di polizia e per l'intero comparto sicurezza. Nonostante le dichiarazioni trionfalistiche del governo, la manovra che approderà a breve in Parlamento conferma – secondo Pietro Colapietro segretario generale del Silp Cgil – che le promesse dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni si sono rivelate vuote e prive di risposte concrete per chi ogni giorno garantisce l'ordine pubblico e la tutela dei cittadini.
Nessuna assunzione, personale insufficiente e invecchiato
Il problema principale resta il drammatico deficit di organico, ormai superiore alle 10.000 unità. Una carenza strutturale che la manovra non affronta: nessuna assunzione straordinaria, nessun piano di rafforzamento del personale. Al contrario, si punta a prolungare l'età lavorativa degli agenti, ignorando l'elevato livello di stress e usura psicofisica caratteristico delle professioni in divisa.
L'articolo 42 della bozza di legge prevede infatti un innalzamento dell'età pensionabile di 3 mesi nel 2026 e di 4 mesi nel 2027, con un trend destinato a continuare dal 2028 in avanti. Una misura definita “paradossale” e “inaccettabile” dal sindacato, che denuncia l'intenzione del governo di compensare la mancanza di nuove assunzioni costringendo personale sempre più anziano a restare in servizio.
Tagli alla sicurezza, miliardi per le armi
Mentre viene sacrificato il comparto sicurezza, le cifre destinate alla spesa militare raccontano una realtà opposta. Per il 2025 sono stanziati 31,2 miliardi di euro destinati al riarmo, con incrementi già previsti per gli anni successivi. Un disallineamento definito “vergognoso” dal Silp Cgil, che evidenzia come la priorità del governo non sia la sicurezza reale dei cittadini, ma una visione securitaria di tipo militare e non sociale.
Un modello che penalizza chi serve lo Stato
Secondo il sindacato, il governo sta costruendo un modello di sicurezza fondato sul contenimento e sul controllo, ma privo di investimenti nelle risorse umane e nelle condizioni di lavoro di chi opera concretamente sul territorio. La conseguenza è un corpo di polizia sempre più affaticato, con mezzi obsoleti, personale ridotto e una classe operativa che invecchia senza ricambio generazionale.
“Non si può continuare a chiedere sacrifici a chi ogni giorno mette a rischio la propria vita – afferma il Silp Cgil – mentre si negano strumenti, tutele e un futuro dignitoso alle forze dell'ordine. Investire in formazione, tecnologia e nuove assunzioni non è un costo: è la garanzia stessa della democrazia”.
La richiesta: investire nelle persone, non solo negli armamenti
Il sindacato lancia l'allarme: senza un'inversione di rotta, il sistema sicurezza rischia il collasso. La richiesta è chiara: piano straordinario di assunzioni, riconoscimento della specificità professionale, aggiornamento dei mezzi, e politiche che mettano al centro la dignità del lavoro in divisa.
La legge di bilancio, così come formulata, viene giudicata una scelta politica precisa: più armi, meno poliziotti. Una direzione che – secondo le rappresentanze sindacali – non garantisce la sicurezza dei cittadini, ma solo un'illusione di controllo, a scapito di chi serve lo Stato con professionalità e sacrificio.
Da una parte Meloni e i suoi ministri non fanno nulla di concreto per supportare la polizia, dall'altra - invece - fanno credere a chi li vota che chi fa parte del sistema di sicurezza sia per loro prioritario.
Un esempio....
Matteo Salvini:"Ecco il messaggio di qualche imbecille su un muro di Milano. Vergognatevi, FATE SCHIFO. Onore alle donne e agli uomini in divisa".
Un altro esempio?
Giorgia Meloni: "Oggi celebriamo il 173º anniversario della fondazione della Polizia di Stato, una forza al servizio della Nazione e dei cittadini, presidio quotidiano di legalità e sicurezza. Alle donne e agli uomini in divisa va la gratitudine del Governo per il coraggio, la dedizione e lo spirito di sacrificio con cui proteggono le nostre comunità. Proprio in questi giorni, con l’approvazione del nuovo Decreto Sicurezza, abbiamo rafforzato strumenti e tutele per le Forze dell’Ordine: un impegno concreto al fianco di chi lavora ogni giorno per difendere i cittadini. Grazie per il vostro esempio e per il vostro impegno. “Esserci sempre” non è solo uno slogan, è la vostra missione. E il nostro dovere è sostenervi, sempre".
Ma il sostegno,come dimostrato in precedenza, è in realtà una presa in giro... visto che alle parole non seguono atti concreti, a partire dagli investimenti.


