Carmen D’Urso: la favola, la voce e la voglia di crederci ancora
Ogni artista affronta momenti di paura, dubbi e coraggio. Carmen D'Urso non fa eccezione, ma ha imparato a trasformare le sfide in slancio creativo. Questa ispirazione è perfettamente evidente in “Cosa resta di una favola”.
Qual è stata la sfida più grande nella realizzazione di questo singolo?
Non sono esente, infatti da questo passaggio obbligato. Dapprima mi ha assalita il disagio di non essere all'altezza. Come ho già affermato, è subentrata quella magia sentendomi come una bambina con la sua prima tavolozza di colori e i suoi pennelli. È stato lì che ho compreso di aver l' occasione di "dipingere" le mie emozioni attraverso l' interrogazione di quel brano.
Quali aspetti del tuo lavoro senti che stai ancora esplorando?
Il mio motto è "IO so di non sapere"!
Nel mio lavoro, ogni giorno è una nuova lezione, un nuovo approccio sensibile e costruttivo.
Come affronti i momenti in cui l'insicurezza bussa alla porta?
In questo sono resiliente e lascio fare al tempo. Quella che un po' tutti chiamiamo insicurezza , probabilmente è un' ansia cosiddetta "perfetta", ossia quella sensazione che ci riporta nella fucina della nostra forza creativa. Sono persuasa che sia così.
Cosa ti dà la forza di continuare?
L' Amore per la Musica
https://open.spotify.com/intl-it/track/6yRZxJj07407Yd0Havw5ve