*_©Angelo Antonio Messina

La recente messa in scena al PACTA Salone di Milano dello spettacolo “CASI – I dimenticati delle Notti Bianche”, tratto da un racconto di Daniil Charms e diretto da Riccardo Magherini, rappresenta un affascinante e profondamente suggestivo tentativo di dare voce, su un palcoscenico contemporaneo, a un autore la cui opera è intrisa di grottesco, assurdo e malinconia. Questo lavoro, che si colloca con forza nella sezione NewClassic del teatro milanese, si configura come un’esperienza multisensoriale in cui musica, parola e recitazione si intrecciano per restituire l’intensità drammatica e filosofica del mondo interiore di Charms, e più in generale dell’uomo moderno.

Il punto di partenza è un breve ma intenso racconto, “La vecchia” (Starucha), ambientato in una Pietroburgo anni ’30 intrisa di caos e disperazione, dove il protagonista – fragile, tormentato e allo stesso tempo tragicomico – si muove in un paesaggio umano fatto di assurdità e sofferenza. Il racconto prende forma nella messinscena con grande cura estetica e drammaturgica, privilegiando un linguaggio «smorzato» ma ritmato, che alterna momenti di tensione emotiva forte a punte di ironia amara, un aspetto cruciale per comprendere la cifra stilistica di Charms stesso.

L’adattamento e la regia di Riccardo Magherini si rivelano quindi non solo tecnicamente impeccabili, ma anche profondamente rispettosi del testo originale, capaci di cogliere l’essenza della poetica charmsiana fatta di spazi interiori dilatati e tempi sospesi in un sogno angosciato. La scelta di far dialogare continuamente il protagonista con musicisti-attori contribuisce a creare un’atmosfera immersionista: il suono non è mera cornice sonora, bensì parte integrante del tessuto narrativo, complice e contraltare della parola. Il ritmo pulsante e talvolta ossessivo della musica accompagna il percorso psicologico del personaggio, esaltandone le contraddizioni e la solitudine.

Dal punto di vista tematico, lo spettacolo esplora con lucidità l’angoscia esistenziale che attraversa l’universo charmsiano, mettendo in luce la disperata ricerca di senso in un mondo di incoerenze e crudeltà. L’uomo che viene raccontato da Charms e rimodellato da Magherini è una creatura tormentata e insondabile, figlia spirituale dell’uomo del sottosuolo dostoevskiano, ma al contempo più tragicamente innocua e fragile. Questa alterità rispetto al modello antico rende ancora più potente il messaggio teatrale: qui non siamo di fronte a un eroe tragico portatore di colpa, ma a un “buon diavolo”, un essere sofferente che fatica a comprendere la propria condizione e subisce il mondo senza possibilità di redenzione.

Questa mancanza di colpa, e conseguentemente di grazia e salvezza, è uno degli elementi più commoventi e inquietanti dell’opera. La visione che ne emerge è quella di un’esistenza segnata dall’assurdo, in cui l’uomo si dibatte senza appigli sicuri e spesso senza alcun rimedio possibile. Lo sguardo di Charms è insieme ingenuo e feroce, capace di cogliere la tragicità della vita senza indulgere nel sentimentalismo, ma anche senza perdere una vena sottilmente comica che rende questo racconto universale e attuale.

Non si può non sottolineare la rilevanza culturale di questa produzione nel contesto contemporaneo, in cui la crisi di senso e la solitudine rappresentano ancora, forse più che mai, temi cardine della riflessione umana e artistica. La scelta di affidare la narrazione a uno spazio teatrale caratterizzato da una forte interazione tra musica e parola rende “CASI” uno spettacolo particolarmente innovativo e coinvolgente, capace di parlare tanto agli appassionati di teatro classico quanto a un pubblico meno esperto, ma desideroso di confrontarsi con interrogativi esistenziali profondi.

La resa scenica, secondo le recensioni e i pochi fortunati spettatori che hanno potuto assistere alla prima nazionale, è stata accolta con entusiasmo e riconoscimento unanime per la qualità degli interpreti, la precisione registica e la forza evocativa della composizione musicale dal vivo. La performance ha saputo trasmettere con intensità le sfumature di un testo letterario complesso, spesso dimenticato o relegato ai margini del canone russo, ponendolo invece al centro di un discorso attuale e vivace.

In termini emotivi, lo spettacolo riesce a colpire nel profondo, evocando sensazioni di languore e dolcezza amare, di malinconia sottile e di commovente pietas nei confronti di un uomo «dimenticato» in un mondo che non concede spazio né comprensione. L’effetto complessivo è quello di un invito a riflettere non solo sulla realtà storica dell’epoca di Charms, ma anche sulle nostre moderne “notti bianche”, quei momenti di insonnia interiore che tutti, in forme diverse, attraversiamo.

“CASI – I dimenticati delle Notti Bianche” si pone come un tributo amorevole e deciso a un grande autore che ha saputo intrecciare nella sua scrittura poesia, grottesco e filosofia, restituendo con rigore e sentimento una visione disillusa eppure profondamente umana del mondo. La nuova produzione PACTA testimonia come il teatro possa essere veicolo di riscoperta culturale e strumento di indagine esistenziale, capace di far vibrare corde emozionali antiche e sempre nuove. È un’esperienza che non si limita a raccontare, ma invita a immedesimarsi, a sentire il peso e la leggerezza dell’essere attraverso un linguaggio creativo e innovativo, che fonde musica e parole in una danza struggente tra passato e presente.

La magia di Daniil Charms rivive così sul palcoscenico milanese, inaugurando una stagione che promette una profonda riflessione artistica e umana, e ci ricorda quanto siano importanti le “voci dimenticate” per comprendere la complessità della nostra esistenza. Un invito, dunque, a non lasciare nell’ombra quei frammenti di umanità che, nelle loro singolarità e fragilità, parlano al cuore di tutti noi.

PACTA Salone

Dal 12 al 22 maggio - NewClassic Prima Nazionale

tratto da un racconto di Daniil Charms

CASI - I dimenticati delle Notti Bianche 

tratto da un racconto di Daniil Charms

adattamento e regia Riccardo Magherini

con Riccardo Magherini, Nicola Maria Lanni, Lele Palimento, Stefano Tirantello

musiche composte ed eseguite dal vivo Lele Palimento e Nicola Maria Lanni

assistente alla regia Stefano Tirantello

costumi Carlotta Bruschi

scene Nello Rickibilli

disegno luci Manfredi Michelazzi (AILD)

produzione PACTA . dei Teatri

Foto:*_© Alle Bonicalzi

Durata 80’

*_©Angelo Antonio Messina_

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---INFORMAZIONI GENERALI

Dove siamo: PACTA SALONE via Ulisse Dini 7/A, 20142 Milano

MM2 P.zza Abbiategrasso-Chiesa Rossa, tram 3 e 15, autobus 65, 79 e 230

Per informazioni: www.pacta.org - tel. 0236503740 - mail [email protected] - [email protected] - [email protected] 

Orari spettacoli: martedì 12 maggio, in quanto giorno di debutto, ore 20.45 | mar – gio – sab ore 19.30 | mer – ven ore 20.45 | dom ore 17.30 | lunedì riposo - VERIFICARE SUL SITO GLI ORARI

Orari biglietteria: via Ulisse Dini 7/A, 20142 Milano

dal lun al ven dalle 13.00 alle 14.00 e dalle 18.00 alle ore 19.00 | nei giorni di programmazione, 1h prima dell’inizio dello spettacolo

Acquisto biglietti: www.pacta.org e Circuito Vivaticket (online, telefonicamente e nelle prevendite fisiche) sconto per chi acquista online

Prezzi biglietti: Intero €22 | Intero online €18 | Rid. Convenzioni, over 60 €13 | Giovani Under 25/studenti/scuole di teatro €10 | gruppi (min. 5 persone) €12 a persona | IVICINIDICASA (residenti e associazioni Municipio 5) €10