Parte ufficialmente il nuovo servizio di sostegno psicologico dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole medie e superiori. Il provvedimento, su cui le Regioni hanno espresso l’intesa in Conferenza Unificata, definisce le modalità di erogazione di un servizio strutturato di supporto psicologico, pensato per intervenire in modo precoce sulle situazioni di disagio giovanile.

Il progetto nasce come sperimentazione finanziata dalla Legge di Bilancio 2025, con uno stanziamento iniziale di 10 milioni di euro per il 2025 e un finanziamento stabile di 18,5 milioni di euro all’anno a partire dal 2026.

Chi può accedere al servizio
Il percorso è rivolto alle ragazze e ai ragazzi iscritti:

  • all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado (terza media);
  • al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado (primi due anni delle superiori).

Gli studenti possono accedere a un servizio di sostegno psicologico a distanza, costruito in collaborazione con la rete dei servizi sociosanitari territoriali e con il coinvolgimento diretto delle scuole, che avranno un ruolo centrale nelle attività di informazione e accompagnamento delle famiglie.

Come funziona
Il servizio sarà garantito attraverso presidi di psicologi esperti a supporto delle scuole e dei nuclei familiari. L’obiettivo è chiaro: intercettare in modo tempestivo situazioni di disagio personale, familiare o legate al contesto sociale, rafforzando i percorsi di prevenzione, orientamento e supporto.

Ogni studente richiedente, tramite una piattaforma digitale dedicata, potrà usufruire di un voucher da 250 euro, valido per un ciclo di cinque colloqui psicologici.

Obiettivi della misura
La misura punta a contrastare in modo concreto:

  • il disagio giovanile;
  • la povertà educativa;
  • il rischio di abbandono scolastico.

Il tutto senza nuovi oneri per il Servizio sanitario nazionale.

Si tratta di un intervento strutturato, non emergenziale, che prova a portare la prevenzione psicologica dentro il sistema scolastico, rendendola accessibile, organizzata e integrata con i servizi territoriali. Un cambio di approccio che riconosce il disagio psicologico come un tema educativo e sociale, non solo sanitario.