Economia

L'economia italiana chiude il 2025 con un segnale positivo, ma senza slanci

Nel quarto trimestre dell'anno il Prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua, secondo le stime preliminari espresse in valori reali, corretti per calendario e destagionalizzati.

Il dato arriva nonostante il trimestre abbia avuto due giornate lavorative in meno rispetto al periodo precedente e lo stesso numero di giorni lavorativi del quarto trimestre 2024. La crescita è quindi reale, non legata a fattori tecnici di calendario.

I settori trainanti
L'aumento del Pil è il risultato di una crescita del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi. Gli incrementi più significativi si registrano in:

  • agricoltura, silvicoltura e pesca
  • industria

Segnali positivi anche dagli altri settori, che però mostrano un andamento più moderato.

Domanda interna forte, estero in frenata
Dal lato della domanda, la crescita è sostenuta soprattutto dalla componente nazionale, al lordo delle scorte. In altre parole, tengono consumi, investimenti e domanda interna.
Di segno opposto, invece, il contributo della componente estera netta, che frena la crescita: l'export non compensa pienamente l'andamento delle importazioni.

Il bilancio del 2025
Nel complesso, il Pil del 2025 registra un aumento dello 0,7% rispetto al 2024, sempre in termini reali e corretti per gli effetti di calendario. Un risultato contenuto, influenzato anche dal fatto che nel 2025 ci sono state tre giornate lavorative in meno rispetto all'anno precedente.

I dati annuali definitivi dei conti nazionali saranno pubblicati il 2 marzo, mentre quelli trimestrali aggiornati e coerenti con i nuovi dati annuali arriveranno il 4 marzo.

Lo sguardo al 2026
La cosiddetta “variazione acquisita” per il 2026 è già positiva: +0,3%. Significa che, anche con crescita zero nei prossimi trimestri, l'anno prossimo partirebbe comunque con un incremento statistico di base.

In sintesi: l'Italia cresce, ma piano. Il 2025 chiude in territorio positivo, con un'economia che tiene grazie alla domanda interna e alla ripresa di alcuni settori chiave, mentre il commercio estero resta un punto debole. Per una vera accelerazione servirà qualcosa di più di una crescita da decimali.

Autore Mario Falorni
Categoria Economia
ha ricevuto 359 voti
Commenta Inserisci Notizia