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News calcistiche del 28-04-2026


Milan, Gila è il primo nome per rinforzare la difesa

Il Milan proverà a ripartire da Mario Gila. Il difensore spagnolo nella Lazio è tra i primissimi obiettivi del mercato rossonero e l’investimento per acquistarlo sarebbe stato approvato direttamente dal proprietario Gerry Cardinale, in visita a Milano nei giorni scorsi anche per la partita contro la Juventus. Gila, 25 anni, avrebbe l’età perfetta per non invecchiare la rosa, ma allo stesso tempo ha già discreta esperienza nel campionato italiano e in campo internazionale. L’allenatore apprezza il profilo così come ovviamente il Ds Tare, dirigente che lo portò in Italia dal Real Madrid quando ancora lavorava per la Lazio nel 2022. Tra gli altri nomi, molto difficile poter arrivare a Kim del Bayern Monaco: l’ex Napoli percepisce uno stipendio da 9 milioni netti più bonus, impossibile da avvicinare per i club italiani.
Molto diversa la situazione di Gila, in scadenza di contratto nel 2027. Il Milan proverà a farsi avanti con un’offerta tra i 20 e i 25 milioni, bonus compresi, ma andrà sfidata la resistenza di Lotito, storicamente poco propenso a svendere i propri gioielli. Il difensore biancoceleste attualmente guadagna 1,1 milioni di euro a stagione e beneficia ancora del decreto crescita, quindi un contratto più sostanzioso sarebbe facilitato anche dagli sgravi fiscali favorevoli per i rossoneri.

Roma, per il dopo Massara è sfida tra Manna e Giuntoli

L’identikit del possibile nuovo ds della Roma: sarà italiano e non sarà Massara dal momento che Gasperini ha fatto capire di non avere avuto un feeling tecnico con lui e, dunque, avrà chiesto alla proprietà un nuovo referente tecnico. I nomi sono quattro. Quello più semplice da prendere è Cristiano Giuntoli che tra l’altro era stato “sponsor” di Gasperini qualora lui fosse rimasto alla Juve. Gli altri sono sotto contratto: Manna, D’Amico e Paratici che si è appena legato alla Fiorentina ma è anche lui nella short list della Roma. Il nuovo ds lo sceglierà la proprietà ma condividerà il nome con Gasperini

Sarri: “Arbitri? Se c’è il concorso, allora qualcuno concorre…”

La Lazio strappa un pareggio in extremis contro l’Udinese grazie al gol di Daniel Maldini, mostrando segnali di reazione dopo una gara complicata. Al termine della sfida dello Stadio Olimpico, l’analisi di Maurizio Sarri si concentra su carattere, crescita e qualche inevitabile polemica.

In conferenza stampa, Maurizio Sarri sottolinea la risposta mentale della squadra: “Siamo entrati da squadra al lumicino delle energie nervose e mentali, siamo entrati in partita dopo mezz’ora. Il secondo tempo è stato di ottimo livello”.

Il tecnico evidenzia però anche i limiti mostrati, soprattutto sul piano fisico e difensivo: “Abbiamo subito il gap fisico questa sera, siamo andati in difficoltà su tutte le palle sporche in area di rigore”. Nonostante questo, il pareggio viene letto come un segnale positivo: “C’è stato grande carattere anche nel cercare il pareggio. Dal punto di vista caratteriale partita di alto livello”.

Guardando al percorso recente, Sarri ribadisce la fiducia nel gruppo: “Questa è una squadra in crescita. Gli infortuni ci sono costati dei punti, gli errori arbitrali ci sono costati dei punti”.

Proprio sul tema arbitrale, il tecnico mantiene una posizione prudente ma significativa: “Non so che dire, ho letto concorso di colpa. Se c’è concorso vuol dire che c’è qualcuno che ha concorso, in questo momento non saprei che dirti”.

Infine, aggiornamenti sulle condizioni fisiche della rosa: “Credo che in qualche giorno si possano recuperare Gila e Zaccagni” mentre per altri elementi la situazione resta da valutare.

 Mancini vince lo scudetto in Qatar: adesso è festa vera

 Adesso  è ufficiale: l’Al Sadd è campione del Qatar per la diciannovesima volta della sua storia. La squadra allenata da Roberto Mancini è riuscita a conquistare il titolo dopo aver battuto l’Al-Shamal, secondo in classifica, nel big match dell’ultima giornata di campionato. L’Al Sadd si è imposto per 3-2, grazie alle reti di Akram Afif, dell’ex Liverpool Roberto Firmino e del brasiliano Paulo Otavio: a nulla sono valsi, per l’Al-Shamal, i gol di Boundejah e di Jeison Murillo, ex difensore di Inter e Sampdoria. Mancini può, dunque, festeggiare con qualche settimana di ritardo il titolo numero 15 della sua carriera da allenatore: l’ex Ct, infatti, aveva già avuto modo di esultare per la vittoria del campionato qualche settimana fa, prima che l’Al-Shamal vincesse una partita a tavolino per 3-0 a causa di una sostituzione irregolare effettuata dal Qatar Sc durante la partita contro i rivali di Mancini. Questo stravolgimento della classifica ha permesso all’Al-Shamal di giocarsi tutto nello scontro diretto di lunedì 27 aprile: l’Al Sadd, invece, è riuscito a vincere lo scontro diretto e ad aggiudicarsi, stavolta per davvero, il campionato qatariota.

L'EX - Agostinelli: "Il Napoli è stato svantaggiato, con una rosa più completa avrebbe lottato fino alla fine con l’Inter, prossima stagione? Credo si debba ripartire da Conte, ma con stimoli e idee"

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Mister, qualora venisse confermato questo sistema e questa ingerenza del designatore arbitrale Gianluca Rocchi sulle decisioni del VAR, crede sarebbe giusto invalidare anche il campionato in corso?

“Guardando agli ultimi cinquant’anni, dovrebbero invalidare non so quanti campionati. Io non credo si arrivi a questo. Di sicuro qualcosa c’è, perché non possono uscire certe cose così, però la pentola non è stata ancora scoperchiata del tutto. Ho paura che possano venir fuori situazioni eclatanti. Adesso sembra che le società non c’entrino nulla, però possiamo dire che questo VAR ha creato ancora più problemi. Io pensavo il contrario, ma alla fine noi in Italia riusciamo sempre a trovare l’inganno".

È inevitabile dire che si tratta dell’ennesimo schiaffo alla credibilità del nostro calcio?

“Su questo non ci sono dubbi. Io infatti credo che tutto questo polverone qualcosa nasconda. Poi può essere più o meno grave, può anche essere esagerato, ma qualcosa c’è e quindi non c’è quella trasparenza che dovrebbero avere tutti i tifosi, sia quelli che vanno allo stadio sia quelli che guardano da casa sperando in un calcio più pulito. Però ripeto, oggi stiamo a quello che si legge: sono convinto che qualcosa ci sia, ma più di questo non posso dire".

Non possiamo esprimerci oltre in questo momento, capiremo di più nelle prossime settimane. Mister, passiamo alla Serie A: il Napoli consolida il secondo posto. Crede che nella prossima stagione sia giusto ripartire dagli stessi uomini, a cominciare da mister Antonio Conte?

“Io credo di sì, che si debba ripartire da Antonio Conte. Quest’anno probabilmente arriverà secondo, dopo lo scudetto della scorsa stagione. Poi, per carità, ci sono situazioni in cui l’allenatore può voler andare via. Io penso che l’anno scorso volesse anche rimanere, poi non so se siano successe altre cose. Di certo Conte si sarà reso conto che qualcosa quest’anno non è andato, nonostante il secondo posto sia comunque un grande risultato. L’uscita anticipata dalle coppe pesa, quindi qualcosa non ha funzionato come voleva. Per questo motivo sarà ancora più motivato a fare un programma importante, ma devono essere entrambe le parti, allenatore e società, ad essere d’accordo. Il Napoli è una squadra che può vincere lo scudetto ogni anno o comunque arrivare sempre tra le prime e in Champions. L’importante è continuare a lavorare bene, come ha fatto negli ultimi anni".

È stata però una stagione particolare, in cui il Napoli non è mai stato realmente in lotta per lo scudetto, che sembra ormai indirizzato verso l’Inter. È la vittoria di un progetto giovane contro allenatori più esperti come Conte e Allegri?

“Sì, l’allenatore si deve prendere i meriti, è giusto. Però per me conta anche tutto quello che è successo al Napoli: gli infortuni di giocatori importanti per tanto tempo hanno pesato tantissimo. Sicuramente il Napoli è stato svantaggiato. Con una rosa più completa avrebbe lottato fino alla fine con l’Inter. Detto questo, bisogna dire che l’Inter merita questo scudetto".

Quindi il Napoli non aveva una rosa completa?

“Per me gli infortuni hanno inciso tantissimo. In più, qualche giocatore, soprattutto in difesa, non ha reso come doveva. Il Napoli qualche pecca l’ha avuta. Però attenzione: arrivare secondi dopo uno scudetto è comunque un risultato importante. Magari il gioco non ha sempre entusiasmato, ma il piazzamento è di alto livello. Il vero rammarico è l’eliminazione in Champions e in Coppa Italia, perché sono arrivate in modo deludente. È stata una stagione chiaroscura, ma comunque positiva. E credo che tutto questo servirà a chiarire ancora di più le idee a Conte e al presidente Aurelio De Laurentiis, per programmare al meglio il futuro, magari puntando anche a fare più strada in Champions".

A proposito di Europa, perché la Champions League del Napoli è andata così male?

“Si è sempre detto che Antonio Conte sia un allenatore da campionato e meno da coppe. Io non ci ho mai creduto del tutto, però i numeri dicono questo. Probabilmente la gestione del doppio impegno, tra campionato e coppa, non è stata perfetta e non ha portato risultati importanti. Però credo che adesso abbia le idee più chiare. Se ci sarà continuità tecnica, potrà ottenere risultati migliori anche in Europa".

Quindi lei è favorevole alla conferma di Antonio Conte?

“Sì, ma servono stimoli e idee chiare. Se Conte vuole andare via, è giusto che lo faccia. Se invece vuole restare, per me è un allenatore fondamentale. L’importante è che ci sia piena sintonia con la società e che si vada tutti nella stessa direzione".

Si è parlato della possibilità che Gila della Lazio possa arrivare al Napoli. Le piace come difensore?

“Credo sia uno dei difensori più forti in Italia, quindi sarebbe un grandissimo colpo. Però non lo vogliono solo squadre italiane: per lui sarà un mercato importante".

Un suo eventuale arrivo significherebbe bocciare Alessandro Buongiorno?

“Bocciare no, ma magari metterlo sul mercato sì. Il calcio è così: è la legge dello sport. Io reputavo Buongiorno uno dei più forti, ma quest’anno non ha fatto bene e ha perso valore. Questo non significa che non possa recuperare, però dipende dall’allenatore: deve decidere se crederci ancora o lasciarlo partire".

Autore Alessandro Lugli
Categoria Sport
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