*_©Angelo Antonio Messina

Nell’arena teatrale contemporanea italiana, Paolo Rossi si conferma una voce imprescindibile, capace di coniugare comicità, riflessione e musica in un connubio originale e vibrante. Il suo nuovo spettacolo, “Operaccia Satirica: Onora i padri e paga la psicologa”, presentato al Teatro Menotti di Milano dal 24 al 29 marzo, è un’opera che si situa organicamente all’interno del percorso artistico dell’attore, portando sul palcoscenico un’esperienza dove autobiografia, memoria culturale e critica sociale si mescolano con ironia e malinconica tenerezza. In questa opera il comico non è soltanto intrattenitore ma narratore del proprio tempo, spietato ma amoroso, capace di immergersi nelle contraddizioni di un presente caotico e inquieto, come un moderno cantore popolare che canta, ride e invita a riflettere.

L’essenza dell’“Operaccia Satirica” risiede nel dialogo serrato tra parola e musica, tra improvvisazione e racconto strutturato, in un formato che ricorda le antiche forme di teatro canzone e cabaret, ma calibrato con l’intensità emotiva della confessione terapeutica. Paolo Rossi prende qui su di sé il ruolo, quasi da equilibrista, di un uomo in terapia, che con l’aiuto dei due musicanti Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari costruisce dal vivo una colonna sonora che accompagna i passi incerti e sinceri della sua autobiografia. Questa scelta metaforica e concreta di “pagare la psicologa” con l’incasso dello spettacolo diventa un manifesto esistenziale di questo nostro tempo, fatto di debiti non solo economici ma soprattutto emotivi e culturali. Rossi si mostra vulnerabile, si spoglia dell’armatura del comico invincibile per raccontare i suoi “lati oscuri”, senza perdere la forza di chi sa ridere anche del proprio smarrimento.

Da un punto di vista storico-culturale, l’opera non si limita a un’autobiografia privata ma apre una finestra su un patrimonio intellettuale che ha forgiato l’intera cultura italiana del Novecento. La reminiscenza dei suoi maestri diventa un omaggio che porta con sé il senso di continuità e di tradizione, ma anche di rivisitazione critica. Le “operacce satiriche”, così come le definisce lo stesso Rossi, sono “creazioni stravaganti” che traggono linfa dai grandi classici letterari, trasformandoli in buffe composizioni e canzoni popolari. È un processo di decostruzione e ricostruzione che dimostra profondità culturale e genialità artistica, dove la lingua diventa uno strumento vivo e dinamico: scorretta, ricca di storpiature e suggestioni, ma accessibile e potente nella sua capacità comunicativa.

Questo linguaggio variegato riflette non solo la complessità della nostra società, ma anche le molteplici identità e stratificazioni linguistiche e culturali del nostro paese. In questo senso, lo spettacolo si fa portavoce di una visione inclusiva e democratica dell’arte, che parla direttamente al pubblico con sincerità e affetto. L’Irpinia della protesta, il dialetto che danza sulle note di una canzonaccia, l’anima popolare che si intreccia con quella alta: sono tutti elementi che contribuiscono a costruire un quadro emotivo e culturale di grande impatto. L’umorismo, in questo contesto, non è mai fine a sé stesso, ma serve a combattere il senso di disorientamento che attraversa non solo l’individuo, ma la collettività tutta.

In termini di struttura drammaturgica, l’“Operaccia Satirica” è un’opera che mette in gioco l’improvvisazione quale forma espressiva centrale. Questo metodo, che potrebbe apparire rischioso, viene gestito da Rossi con maestria e sensibilità, offrendo al pubblico un’esperienza unica e irripetibile ad ogni replica. La fluidità tra passato e presente, tra memoria personale e storia collettiva, crea un tessuto narrativo denso e avvincente. Il pubblico, coinvolto in questa dinamica, non è spettatore passivo ma partecipe di un viaggio emotivo che lo conduce attraverso le pieghe più intime e universali dell’esistenza umana.

L’aspetto emozionale dello spettacolo è intenso ma mai disperato; anzi, si insinua una sorta di languida dolcezza che stempera la durezza delle tematiche affrontate. L’ironia pungente diventa quindi un balsamo contro le ferite invisibili di un mondo in crisi, una forma di resistenza culturale che si manifesta nel sorriso e nella musica. Rossi riesce a comunicare un messaggio profondo: perdersi nelle proprie storie, cantando e ridendo, può essere la strada migliore per ritrovarsi. Questa filosofia di vita, che invita a celebrare la fragilità umana senza cedere al cinismo, è ciò che rende l’“Operaccia Satirica” un’opera non solo divertente ma anche necessaria.

Non va infine sottovalutata la qualità musicale dell’opera, che con la presenza di musicisti di talento quali Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari, arricchisce la messa in scena di un valore aggiunto. La musica dal vivo diventa non soltanto accompagnamento ma vera e propria protagonista, in grado di modulare gli stati d’animo, aprire spazi di improvvisazione e creare una sintonia immediata con il pubblico. In un’epoca dominata dalla tecnologia, questa scelta rafforza la dimensione artigianale e umana dello spettacolo, rendendolo un’esperienza sensoriale completa e intensa.

“Operaccia Satirica: Onora i padri e paga la psicologa” rappresenta un capitolo importante nel teatro contemporaneo italiano, dove l’arte diventa strumento di cura e di analisi sociale. Paolo Rossi, attraverso un linguaggio originale, una costruzione teatrale innovativa e un coinvolgimento emotivo profondo, ci invita a riflettere sul valore della memoria, sulla complessità del presente e sulla forza salvifica della narrazione. È uno spettacolo che onora i padri – cioè le radici culturali – ma che non teme di mettere in discussione se stesso, pagando, appunto, fino in fondo il prezzo della terapia e del confronto con i propri demoni interiori. Un’opera che ride e fa ridere, ma che soprattutto commuove, affascina e istruisce, lasciando il segno in chi ha il privilegio di assistervi. In tempi difficili come quelli che viviamo, questo tipo di teatro si rivela non solo necessario, ma fondamentale per ritrovare il senso della comunità e della partecipazione culturale.

4 | 29 marzo 

PRIMA MILANESE

OPERACCIA SATIRICA
ONORA I PADRI E PAGA LA PSICOLOGA

PAOLO ROSSI

Di e con Paolo Rossi

Con Caterina Gabanella

Con i musicanti Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari 

Produzione Agidi

Foto: *_©Laila Pozzo

STAGIONE 2025 | 2026

BIGLIETTERIA 

PREZZI 

Intero - 32.00 € + 2.00 € prevendita
Ridotto over 65/under 14 - 16.00 € + 1.50 € prevendita
Abbonamento Menotti Card 4 ingressi €60, 8 ingressi €110

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 0282873611 -  biglietteria@teatromenotti.org

ORARI BIGLIETTERIA

Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo

Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo

Acquisti online: https://www.teatromenotti.org/evento/operaccia-satirica-onora-i-padri-e-paga-la-psicologa.aspx

Con carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE 

Dal martedì al sabato ore 20

Domenica ore 16.30

Lunedì riposo

*_©Angelo Antonio Messina