La fragile tregua a Gaza vacilla nuovamente dopo che Israele ha respinto un'iniziativa proposta dai Paesi mediatori del cessate il fuoco, che prevedeva la creazione di una squadra internazionale incaricata di entrare nella Striscia per recuperare i corpi degli ostaggi israeliani deceduti e ancora trattenuti da Hamas.

Secondo fonti diplomatiche arabe citate da The Times of Israel, il piano avrebbe coinvolto rappresentanti di Israele, Stati Uniti, Qatar, Turchia ed Egitto in una missione congiunta, dotata di capacità tecnologiche e di intelligence avanzate. Israele si è però opposto fermamente alla partecipazione di forze turche e qatariote, accettando un compromesso che prevedeva il solo coinvolgimento di una squadra egiziana.

Il ruolo dell'Egitto e le accuse incrociate
La squadra egiziana ha già fatto ingresso a Gaza nei giorni scorsi, ma secondo diplomatici arabi non sarebbe stata in grado di contribuire in modo significativo al recupero dei corpi. Le fonti sostengono che Il Cairo "non dispone dei mezzi necessari per portare a termine una missione così complessa".

Israele, dal canto suo, minimizza la necessità di missioni esterne, accusando Hamas di conoscere esattamente l'ubicazione dei resti dei 13 ostaggi dichiarati deceduti e di rallentare deliberatamente la consegna dei corpi per ottenere vantaggi politici.

Violazioni della tregua e tensione diplomatica
La situazione è precipitata ulteriormente questa mattina, dopo il ritrovamento e l'identificazione dei resti di Ofir Tzarfati, ostaggio israeliano caduto e recuperato in un'operazione militare avvenuta circa due anni fa. Israele accusa Hamas di aver violato gli accordi del cessate il fuoco, annunciando ritorsioni immediate.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione d'emergenza con i vertici della sicurezza e successivamente ha ordinato all'esercito di "colpire con forza" obiettivi nella Striscia di Gaza. Poco dopo le 19:00, i media palestinesi hanno segnalato una nuova ondata di raid israeliani su Gaza City. L'IDF, al momento, non ha rilasciato commenti ufficiali.

Hamas controbatte: "L'accordo è stato violato da Israele"
Fonti di Hamas hanno riferito al canale saudita Al-Hadath di aver recuperato un ulteriore corpo di un ostaggio da un tunnel a Khan Younis, ma di aver sospeso la restituzione a causa delle "violazioni israeliane della tregua". Hamas accusa Tel Aviv di voler sabotare il cessate il fuoco già concordato.

Israele replica accusando Hamas di inscenare falsi ritrovamenti e di trattenere volontariamente i corpi per manipolare il processo negoziale.

Pressioni internazionali e contatti con gli Stati Uniti
Secondo il sito Axios, Netanyahu starebbe cercando di ottenere un via libera da Donald Trump per procedere con una nuova offensiva militare. Fonti israeliane affermano che al momento non vi sono prove di un contatto diretto tra i due.

Un funzionario statunitense avrebbe avvertito Israele che Washington non ritiene le azioni di Hamas una violazione sufficiente a giustificare una ripresa dei bombardamenti, invitando Tel Aviv a evitare “azioni radicali” che potrebbero far collassare definitivamente l'accordo di cessate il fuoco.


Le prossime ore appaiono determinanti. I nuovi attacchi sono già iniziati e Gaza è nuovamente colpita da pesanti bombardamenti ed esplosioni dell'artiglieria israeliana. Il canale israeliano Channel 12 ha riferito che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha informato l'amministrazione statunitense sulla natura della risposta militare israeliana nella Striscia di Gaza prima che questa venisse attuata. Su quale sia stata la risposta USA non è dato sapere.

Èevidente, però, che quanto sta avvenendo è l'ulteriore dimostrazione dell'intento genocidario dello Stato ebraico che prosegue nei suoi crimini, vista l'impunità di cui ha finora goduto. Impunità che è traducibile come complicità e, pertanto, atto criminale in violazione del diritto internazionale.