Cesano Maderno, 6 giugno 2025 – Una serata che resterà nella memoria di chi c’era.

Non solo una cena, ma un’esplosione di idee, di visioni e di coraggio.
Nella suggestiva cornice di Palazzo Arese Borromeo, la Schola Carlo Magno ha acceso i riflettori su una domanda che scuote le coscienze: dove sta andando il mondo?

Tra geopolitica e spiritualità: un mix potente

Tre relatori. Tre voci forti. Un’unica direzione: “allargare lo sguardo”.
Il Prof. Giancarlo Restivo, con il carisma che lo contraddistingue, ha aperto la serata scuotendo la platea:
“Il cristianesimo abbraccia tutto: il nostro piccolo, ma anche il mondo intero. O si guarda in faccia tutta la realtà per intero, o si tradisce la propria vocazione.”
Poi il colpo di scena: la Prof.ssa Laura Mazza, responsabile della cooperazione internazionale per l’Africa, ha lanciato un messaggio chiaro e diretto:
“Chi vive l’Africa, vive il mondo. L’Italia ha una responsabilità storica: non dominare, ma costruire ponti veri.”
Un silenzio carico d’intensità è calato nella sala. Ma a rompere lo schema è arrivata lei, Albina Gabellini, esperta in diplomazia sociale, che ha lasciato tutti senza parole:
“Non esiste incontro autentico senza identità. O sai chi sei, o l’altro ti inghiotte. Ma l’identità vera non ha paura della novità.”

E la Chiesa? Protagonista silenziosa ma decisiva
Non sono mancati passaggi forti sul ruolo della Chiesa cattolica in Africa.
Dove lo Stato spesso è un’illusione, la Chiesa è ospedale, scuola, giustizia, umanità.
Altro che marginale: è il vero stato sociale del continente dimenticato.

Una cena? No, una tavola di visioni
La serata si è conclusa con una cena conviviale presso il Ristorante Corte Santo Stefano. Ma attenzione: non è stata una semplice cena.
Tra i tavoli si è parlato di Mediterraneo, Congo, identità, impresa, Chiesa, spiritualità, giustizia.
Come se Aristotele e Mattei si fossero incontrati davanti a un risotto insieme agli amici della Schola, le aziende di Nuova Organizzazione d'Imprese, gli esperti di Federformazione e gli esponenti del Premio Nobel. 

Il futuro è cominciato
Quella della Schola non è stata una serata. È stato un segnale. Un manifesto. Un’accensione.
Chi c’era, lo sa. Chi non c’era, ne sentirà parlare.
Perché se c’è un luogo dove si prova davvero a pensare, a rischiare, a cambiare… è la Schola Carlo Magno.