La legge sulle Semplificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025, viene presentata come un passo avanti “a tutto campo”. In realtà, accanto a misure ragionevoli e attese da anni, emergono contraddizioni strutturali, deleghe vaghe e una retorica dell’efficienza che rischia di scontrarsi con la realtà di un sistema sanitario già sotto pressione.
Telemedicina: responsabilità estese, ma governance assente
L’articolo 58 compie un gesto inevitabile: equiparare le certificazioni false rilasciate da remoto a quelle in presenza. È il minimo sindacale, considerando che la telemedicina non è più un’opzione sperimentale ma uno strumento ordinario.
Il punto critico, però, non è la sanzione ma l’assenza di un quadro operativo definito. Le linee attuative verranno delegate a un Accordo Stato-Regioni. Tradotto: tempi incerti, interpretazioni divergenti, e la solita frammentazione territoriale che in sanità produce diseguaglianza, non “semplificazione”. Intensificare le punizioni senza stabilire criteri clinici minimi per una telecertificazione equivarrebbe a blindare la responsabilità del medico e lasciare scoperta quella del sistema.
Irccs Gaslini: snellimento o accentramento?
La riforma dell’assetto del Gaslini segna l’uscita della Presidenza della Repubblica dal processo di nomina del presidente del c.d.a., sostituita da una nomina diretta del Ministro della Salute su designazione della Fondazione.
È un taglio della procedura, sì. Ma è soprattutto un trasferimento del baricentro decisionale: più rapido non significa automaticamente più trasparente. I meccanismi di controllo sulla governance degli IRCCS non sono un fronzolo burocratico, ma la garanzia che centri di eccellenza clinica e di ricerca restino tali, al riparo da logiche di nomina contingenti.
Farmacia dei servizi: ampliamento funzionale o privatizzazione mascherata?
L’articolo 60 completa la metamorfosi della farmacia: da dispensario a punto sanitario multifunzionale. Vaccini per tutte le età sopra i 12 anni, test diagnostici, telemedicina, screening per epatite C, test decentrati contro l’antibiotico-resistenza, scelta del medico direttamente al banco.
Sulla carta, accesso facilitato e sanità più vicina. Nella pratica, almeno tre i nodi:
- Clausola di invarianza finanziaria
Tutto si fa, nulla si finanzia. In assenza di risorse aggiuntive, si trasferiscono funzioni pubbliche su soggetti privati senza definire un vero sistema compensativo. Tradotto: sarà l’utente a pagare. - Prestazioni a carico del cittadino
Vaccini, screening, telemedicina, test resistenziali: il punto di prossimità diventa punto di spesa. È una scelta politica, non tecnica, e va chiamata col suo nome. - Locali separati e contratti di rete
Possibilità di erogare servizi in spazi distaccati, condivisi da farmacie anche con titolarità diverse. Innovazione, certo; ma anche un potenziale vuoto di controllo sulle modalità operative e sui requisiti di qualità assistenziale. La farmacia-centrica sostituisce la medicina territoriale, senza assumersene integralmente gli obblighi.
Farmaci carenti: accelerazione doverosa, deterrenza debole
Reducing il preavviso per la sospensione di commercializzazione da quattro a due mesi e raddoppio delle sanzioni fino a 36.000 euro: necessarie, ma non risolutive.
La carenza di farmaci non è più un incidente stagionale, ma un fallimento strutturale della catena di fornitura globale. Senza interventi sui margini di remunerazione, sulla produzione nazionale e sulle scorte strategiche, l’inasprimento delle multe è solo cosmetica.
Pazienti cronici: finalmente semplificazione reale
Qui la norma colpisce nel segno. Posologia e terapia fino a 12 mesi in ricetta dematerializzata, dispensazione mensile e segnalazione automatica delle criticità di aderenza. È l’unica misura che elimina burocrazia senza scaricare costi sui cittadini, e che riduce accessi inutili ai medici di base già saturi.
L’estensione della validità delle prescrizioni tramite referti di pronto soccorso e dimissioni ospedaliere rappresenta un allineamento alla logica clinica: se la diagnosi c’è, rifarne una copia cartacea è solo spreco.
Conclusione
La legge parla di semplificazione, ma ad essere semplificata non è la vita del sistema: è l’onere dello Stato, trasferito a professionisti sanitari e utenti.
- Telemedicina: responsabilità definite, regole ancora no.
- Governance IRCCS: snellimento che rischia di scivolare in verticalizzazione politica.
- Farmacia dei servizi: espansione sanitaria pagata dai cittadini.
- Carenze farmaci: deterrenza modesta contro un problema strutturale.
- Pazienti cronici: l’unico vero capitolo che porta razionalità e sollievo clinico.
La semplificazione è un obiettivo legittimo, ma finché viene confusa con la mera riduzione delle intermediazioni pubbliche, resta un esercizio contabile, non sanitario. Qui, più che semplificare, si redistribuisce la complessità verso il basso: su farmacie, medici, e soprattutto pazienti.


