Commercio estero extra Ue: settembre 2025 segna una forte ripresa, ma l'avanzo commerciale si riduce
Settembre 2025 registra un deciso balzo dell'interscambio commerciale tra l'Italia e i paesi extra Unione Europea. Secondo le stime, sia export che import mostrano un robusto incremento congiunturale: le esportazioni crescono del +5,9%, mentre le importazioni segnano un aumento leggermente superiore (+6,1%).
Export: trainano i beni strumentali, crolla l'energia
L'export italiano beneficia in particolare dell'impennata delle vendite di beni strumentali (+14,7%), con un ruolo decisivo dei mezzi di navigazione marittima. In crescita anche i beni di consumo non durevoli (+6,3%) e quelli durevoli, seppur in misura modesta (+0,6%). Si riducono invece le esportazioni di energia (-16,9%) e di beni intermedi (-0,5%).
Su base annua, le esportazioni verso i mercati extra Ue accelerano bruscamente: +9,9% a settembre, contro il -7,0% registrato ad agosto. Il traino arriva dall'energia (+16,8%), dai beni strumentali (+13,0%) e dai beni di consumo non durevoli (+12,8%). In controtendenza le esportazioni di beni di consumo durevoli, in forte calo (-17,1%).
Nel terzo trimestre 2025, l'export cresce dell'1,8% rispetto al trimestre precedente, sostenuto soprattutto dall'energia (+27,3%) e dai beni strumentali (+6,9%).
Import in forte rialzo, dominano i beni di consumo
Le importazioni registrano un analogo andamento positivo. L'aumento mensile del +6,1% è spiegato quasi interamente dai maggiori acquisti di beni di consumo non durevoli (+22,2%) e di beni intermedi (+8,3%). Nel terzo trimestre 2025 l'import cresce dello 0,9%, con un'unica eccezione: il comparto energetico, in calo del 5,9%.
Su base annua, le importazioni dai paesi extra Ue schizzano al +16,9%, trainate dall'esplosione dei beni di consumo non durevoli (+58,4%). I dati confermano una dinamica dell'import nettamente più sostenuta rispetto a quella dell'export.
Avanzo commerciale in riduzione
A settembre 2025 l'avanzo commerciale dell'Italia verso i paesi extra Ue è pari a 2.738 milioni di euro, in calo rispetto ai 3.753 milioni dello stesso mese del 2024. Il deficit energetico si riduce a -3.439 milioni (da -3.926 milioni), ma cala anche l'avanzo nei prodotti non energetici, che scende da 7.679 a 6.177 milioni.
Nei primi nove mesi dell'anno, l'avanzo accumulato è di 35,1 miliardi di euro, ben al di sotto dei 45,4 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024: un segnale chiaro di peggioramento del saldo commerciale complessivo, dovuto alla corsa dell'import.
Scambi per paese: boom con Stati Uniti, crollo con la Turchia
Gli Stati Uniti si confermano il motore principale della crescita: le esportazioni italiane verso il mercato americano aumentano del 34,4% (+12% al netto dei mezzi navali). In forte espansione anche le vendite verso i paesi OPEC (+23,8%), il Giappone (+15,6%) e la Svizzera (+10,0%). Al contrario, crollano le esportazioni verso la Turchia (-33,9%).
Sul fronte delle importazioni, gli Stati Uniti guidano l'aumento con un impressionante +76,8%. Crescono anche gli acquisti da Cina (+32,3%) e India (+28,6%), mentre si registrano cali da Regno Unito (-3,1%) e Svizzera (-1,0%).
Il commento: crescita reale ma frenata da fattori eccezionali
La ripresa dell'export è in parte drogata da operazioni straordinarie nel settore dei mezzi navali. Al netto di questi, la crescita mensile dell'export scenderebbe da +5,9% a +1,8%, e quella annua da +9,9% a +7,9%.
Il quadro generale mostra una tendenza positiva per le vendite italiane all'estero, ma il ritmo di crescita dell'import è nettamente superiore: un fattore che erode l'avanzo commerciale e mette pressione sul sistema produttivo nazionale.
Settembre 2025 segna un ritorno alla crescita degli scambi con l'estero, ma l'Italia si trova in una posizione meno favorevole rispetto al 2024. La dipendenza da beni importati, soprattutto di consumo, e l'effetto distorsivo delle operazioni navali indicano che la ripresa non può dirsi strutturale.