Il mese di ottobre 2025 mostra un rallentamento dell'interscambio commerciale con i paesi extra Ue27. Le esportazioni segnano una flessione marcata (-3,7% su base mensile), mentre le importazioni calano in misura più contenuta (-0,6%).

Andamento mensile
La frenata dell'export deriva soprattutto dal crollo delle vendite di energia (-14,6%) e beni strumentali (-13,8%), a cui si aggiunge la debolezza dei beni di consumo durevoli (-1,0%). Tengono invece bene i beni intermedi (+3,0%) e i beni di consumo non durevoli (+2,2%).
Dal lato dell'import il quadro non è brillante: meno acquisti di beni di consumo durevoli (-6,1%), energia (-3,3%) e beni strumentali (-2,5%).

Il trimestre agosto–ottobre 2025
Rispetto ai tre mesi precedenti, l'export cala dell'1,4%. A pesare sono soprattutto i beni di consumo durevoli (-6,8%) e non durevoli (-3,5%), oltre ai beni strumentali (-4,9%). L'energia invece si riprende (+11,2%), insieme ai beni intermedi (+6,2%).
L'import, nello stesso periodo, registra una riduzione complessiva dello 0,6%, dovuta in gran parte al calo degli acquisti di energia (-8,6%).

Tendenze annuali
A ottobre l'export cresce comunque su base annua: +3,5%, seppur in forte rallentamento rispetto a settembre. La spinta arriva da beni intermedi (+10,7%), beni di consumo non durevoli (+10,1%) ed energia (+4,8%). Crollano invece i beni di consumo durevoli (-23,8%) e i beni strumentali (-1,4%).
L'import sale del 4,1% rispetto a un anno prima, trainato quasi esclusivamente dai beni di consumo non durevoli, che schizzano a +46,6%.

Saldo commerciale
L'avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 raggiunge +5.321 milioni di euro, leggermente superiore all'anno precedente. Il deficit energetico si riduce in maniera significativa, mentre l'avanzo dei prodotti non energetici scivola da 10.039 a 8.749 milioni di euro.

Andamento per aree geografiche
Le esportazioni crescono con forza verso:
Svizzera: +34,9%
Paesi OPEC: +15,7%
Stati Uniti: +9,6%
Giappone: +7,2%

In calo invece le vendite verso:
Turchia: -35,3%
Regno Unito: -12,6%
Cina: -5,8%
Paesi ASEAN: -4,7%

Sul fronte import, gli aumenti più rilevanti arrivano da:
Stati Uniti: +89,4%
Paesi MERCOSUR: +26,8%
Cina: +13,1%

Le flessioni coinvolgono soprattutto:
Paesi OPEC: -23,4%
Regno Unito: -19,2%

Riassumendo...
Il calo mensile dell'export è legato soprattutto alle oscillazioni dei beni strumentali, influenzati dalla forte anomalia delle vendite di mezzi di navigazione marittima registrate a settembre. Senza questo fattore, l'export avrebbe mostrato un lieve aumento (+0,2%). Su base annua, invece, la crescita rimane sostenuta grazie ai beni intermedi e ai beni di consumo non durevoli.

L'import cala nel mese a causa della riduzione degli acquisti energetici, mentre l'aumento annuo è quasi interamente spiegato dai beni di consumo non durevoli. Nei primi dieci mesi del 2025, l'export verso i paesi extra Ue segna un +2,6% (+3,0% al netto dell'energia), ma l'import corre molto di più (+5,4%). L'avanzo commerciale complessivo da gennaio a ottobre scende così a 40,6 miliardi, contro i 45,3 miliardi dello stesso periodo del 2024.