Spagna, incendio di Los Gallardos, è una tragedia senza precedenti: almeno 11 morti, si teme una dodicesima vittima. Indagini sul possibile ruolo di un cavo elettrico
È una delle più gravi tragedie provocate da un incendio boschivo nella storia recente della Spagna. Il devastante rogo scoppiato giovedì nell'area di Los Gallardos, in provincia di Almería, continua a lasciare dietro di sé un bilancio pesantissimo: le autorità andaluse confermano almeno 11 vittime, ma il presidente della Junta de Andalucía, Juan Manuel Moreno, ha spiegato che potrebbe esserci un dodicesimo morto, in attesa dell'identificazione di un corpo appena rinvenuto. Restano inoltre 19 persone ancora disperse, mentre le operazioni di ricerca e spegnimento proseguono senza sosta.
Secondo la ricostruzione fornita dalla Junta de Andalucía, le vittime sarebbero rimaste intrappolate dalle fiamme dopo aver tentato di allontanarsi seguendo un percorso diverso rispetto alla via di evacuazione indicata dai soccorritori. Alcuni sono stati trovati all'interno di un'automobile, altri lungo un percorso utilizzato nel tentativo di mettersi in salvo. Gli investigatori ritengono che la maggior parte delle vittime sia composta da turisti stranieri, probabilmente britannici, anche se l'identificazione ufficiale è ancora in corso attraverso gli accertamenti forensi.
L'origine dell'incendio resta al centro delle indagini. Le prime verifiche hanno indirizzato l'attenzione verso la possibile caduta di un cavo elettrico, dopo diverse segnalazioni ricevute nella zona. Tuttavia la società elettrica Endesa ha precisato che il cavo indicato inizialmente non appartiene alla propria rete e che si tratterebbe di una linea privata, dismessa da molti anni e priva di alimentazione elettrica. Circostanza che rende ancora aperta l'inchiesta sulle effettive cause del rogo.
Nel frattempo il presidente Moreno ha chiesto che vengano accertate eventuali responsabilità qualora venisse confermato il coinvolgimento di infrastrutture elettriche, sottolineando che saranno necessari approfondimenti tecnici prima di qualsiasi conclusione definitiva.
Le condizioni meteo continuano a complicare il lavoro delle squadre antincendio. Il vento è ruotato verso sud-sudovest, risultando caldo e particolarmente intenso, mentre le temperature hanno superato i 30 gradi. Una combinazione che alimenta continuamente il fronte del fuoco e rende estremamente difficile il contenimento delle fiamme.
Le autorità hanno dovuto chiudere nuovamente alcuni tratti dell'autostrada A-7, utilizzata come barriera naturale contro l'avanzata dell'incendio, mentre centinaia di vigili del fuoco e operatori dell'emergenza continuano a presidiare il territorio. Sul campo sono impegnati centinaia di uomini tra personale del dispositivo antincendi andaluso, Guardia Civil, Protezione Civile, Unità Militare di Emergenza (UME) e mezzi aerei messi a disposizione dal Governo spagnolo.
La Guardia Civil ha inoltre attivato un punto di assistenza per i familiari delle persone scomparse e sta collaborando con gli specialisti di criminalistica per l'identificazione delle vittime e per l'accertamento delle cause dell'incendio.
Il re Felipe VI ha espresso il cordoglio della Casa Reale, manifestando vicinanza alle famiglie delle vittime e ringraziando tutti gli operatori impegnati nelle operazioni di soccorso. Anche il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha assicurato la piena collaborazione tra Governo centrale e Junta de Andalucía, confermando che tutte le risorse disponibili sono state mobilitate. Messaggi di solidarietà sono arrivati anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo.
L'incendio ha provocato anche molte evacuazioni: centinaia di persone sono state costrette ad abbandonare abitazioni, campeggi e strutture ricettive, trovando ospitalità nei comuni vicini. Il sindaco di Los Gallardos ha descritto uno scenario devastante, affermando che il territorio colpito "sembra bombardato".
Con almeno undici vittime accertate e un possibile dodicesimo decesso ancora da confermare, con la speranza che i dispersi non finiscano tra le vittime, quello di Los Gallardos è già considerato l'incendio boschivo più mortale mai registrato in Andalusia dall'inizio delle rilevazioni statistiche e uno dei più gravi nella storia della Spagna. Le prossime ore saranno decisive sia per il contenimento definitivo del fronte di fuoco sia per chiarire l'esatta dinamica che ha trasformato un incendio forestale in una tragedia di proporzioni eccezionali.