Economia

Urso: "massima allerta da parte del governo su accordo raggiunto per la Sifi di Catania"

Su 369 lavoratori, hanno votato in 221 (e quindi si sono astenuti in 148): 214 sì, e sette contrari. Si consegna così una percentuale di favorevoli del 98 per cento rispetto ai votanti. Sono questi i numeri che chiudono ufficialmente il “caso Sifi”, l’azienda farmaceutica di Aci Sant’Antonio, specializzata nella produzione di lenti intraoculari, che a gennaio ha annunciato 52 esuberi, tutti negli uffici, tra gli impiegati dei vari settori dell’amministrazione. L’azienda, acquisita a giugno 2025 dal colosso farmaceutico spagnolo Faes Farma, si era affrettata a dire che non era una crisi ma una ristrutturazione aziendale, necessaria per snellire alcuni procedimenti.

Il risultato è stata una trattativa che ha portato, il 6 marzo 2026 a una ipotesi di accordo in cui il numero degli esuberi passava da 52 a 43. «La società - si legge nel verbale - si è dichiarata pronta a impegnarsi a svolgere ogni sforzo possibile per tentare di ridurre ancora il numero degli esuberi di ulteriori quattro unità». Portando così il numero finale delle persone che saranno accompagnate alla porta a 39.

A questo punto, dopo che l’assemblea ha votato sì, la procedura diventa volontaria. Tutte le fasce di lavoratori coinvolti avranno 12 mesi ulteriori di accesso al Faschim, il Fondo di assistenza sanitaria per i lavoratori dell’industria chimica (tranne gli assunti da meno di cinque anni, per cui i mesi saranno dieci). Le mensilità di incentivo all’esodo, invece, variano da tre (per chi va subito in pensione) a 30, per chi lavora alla Sifi da più di trent’anni.

«Avremmo gradito ridurre al massimo il numero di lavoratori in esubero, pur essendo consapevoli che era impossibile arrivare a zero», afferma Stefano Trimboli, segretario regionale della Femca Cisl, che ha gestito le trattative assieme a Filctem Cgil (rappresentanta dal segretario Jerry Magno) e a Uiltec Uil (Alfio Avellino e Domenico D’Antone). «Abbiamo ottenuto di passare da 52 a 39, e ci attendiamo qualche ulteriore riduzione».

"L'approvazione dell'ipotesi di accordo da parte dell'assemblea dei lavoratori della Sifi spa. segna un punto di svolta importante, ma non conclusivo, per la salvaguardia di questa eccellenza del polo farmaceutico etneo. È un segnale positivo che il numero degli esuberi sia sceso dai 52 inizialmente annunciati a 39 unità totali, e che l'uscita dei
lavoratori sia ora legata a una procedura esclusivamente volontaria ". Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Salvo Pogliese, capogruppo in Commissione Industria, commentando l'esito del referendum aziendale che ha visto il 98% dei votanti
favorevoli all'intesa. "Sebbene il voto favorevole sia stato schiacciante tra i
presenti - osserva l'esponente di Fdi - non possiamo ignorare l'alto numero di astensioni che riflette il malumore e l'incertezza che ancora pesano su molte famiglie. L'accordo
raggiunto dai sindacati permette di attivare paracadute sociali significativi, come l'estensione del fondo sanitario Faschim per 12 mesi e incentivi all'esodo che possono arrivare fino a 30 mensilità per i lavoratori con maggiore anzianità. Tuttavia, la nostra priorità rimane quella di trasformare questa fase di ristrutturazione in una reale opportunità di rilancio sotto la nuova proprietà di Faes Farma ".  "Come annunciato - ribadisce il senatore Pogliese - sottoporrò la vicenda al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Se la fase emergenziale degli esuberi è stata gestita con senso di responsabilità da tutte le parti, ora si apre la sfida più importante: quella degli investimenti e del piano industriale. Chiederemo al Governo di vigilare affinché alle riduzioni di personale corrispondano reali investimenti tecnologici e produttivi sul territorio di Aci Sant'Antonio ".  "Il futuro della Sifie del comparto farmaceutico nazionale - sottolinea Pogliese - non può basarsi solo su operazioni di snellimento. Vigileremo affinché l'automazione e le nuove strategie del gruppo spagnolo portino sviluppo e non siano usate come pretesto per indebolire un patrimonio di competenze che la Sicilia non può permettersi di perdere. Il nostro obiettivo resta uno solo: garantire che i giovani del nostro territorio trovino qui opportunità di lavoro dignitoso e di eccellenza".

Il ministro del Made in Italy Adolfo Urso, ha annunciato che il governo presterà la massima attenzione su Sifi e che a tal proposito convocherà l'azienda per martedì 24 anche alla luce delle procedure per il golden power, di concerto con il ministero della salute "anche alla luce delle procedure della golden power che tutelano asset strategici come la farmaceutica. Massima attenzione da parte del governo".  ha detto Urso

Autore Vincenzo caccioppoli
Categoria Economia
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