Esteri

Gaza City sotto assedio: scontri sempre più vicini al centro urbano


Le forze israeliane si stanno avvicinando al cuore di Gaza City, mentre Hamas annuncia di essere pronto a richiamare migliaia di combattenti, alimentando il timore di violenti scontri strada per strada. La città è stata definita da Israele come "l'ultimo bastione" del movimento islamista, e l'obiettivo dichiarato è eliminare i miliziani e liberare i 48 prigionieri ancora in mano a Hamas, di cui 20 ritenuti in vita.


Le forze in campo e i movimenti militari

La BBC ha verificato la presenza di un carro armato israeliano al crocevia di Hamid, a circa 1,5 km dall'ospedale al-Shifa, mentre altri mezzi corazzati sarebbero stati avvistati vicino al principale complesso delle Nazioni Unite a sud della città, a meno di un chilometro dal centro.

Un esponente di Hamas ha affermato che il comandante militare Izz al-Din al-Haddad avrebbe ordinato a tutti i combattenti disponibili nella Striscia di convergere su Gaza City per prepararsi a una "battaglia finale e decisiva".

Secondo l'IDF (Israel Defense Forces), nella città operano circa 3.000 miliziani, ma la stessa fonte di Hamas parla di 5.000 combattenti, minacciando anche attacchi suicidi. Queste cifre restano non verificabili in modo indipendente.


Tattiche di guerra e nuove strategie

Israele continua a colpire i tunnel sotterranei usati dai miliziani per attacchi a sorpresa. Tuttavia, secondo Hamas, alcune gallerie restano operative. Dopo la morte del precedente capo militare Mohammed Deif, l'organizzazione ha puntato su tattiche di guerriglia e imboscate, per ridurre le perdite subite nei combattimenti diretti.

Da parte sua, l'IDF avrebbe sperimentato l'uso di veicoli corazzati danneggiati, caricati di esplosivi e controllati a distanza, per colpire postazioni nemiche. Inoltre, piccoli droni dotati di altoparlanti sono stati utilizzati per intimare ai civili di abbandonare i quartieri, creando panico diffuso.


Civili in fuga e crisi umanitaria

Il flusso di famiglie palestinesi verso sud continua senza sosta lungo la strada costiera al-Rashid, l'unico corridoio aperto dall'esercito israeliano. Secondo le Nazioni Unite, almeno 321.000 persone hanno lasciato la città da metà agosto, mentre l'IDF parla di 640.000 sfollati.

Il viaggio verso sud è però diventato proibitivo: i costi per un trasporto familiare superano i 3.000 dollari, una cifra insostenibile per la maggior parte dei residenti. Molti sono costretti a fuggire a piedi, abbandonando i propri beni.

Chi resta a Gaza City – centinaia di migliaia di persone – affronta bombardamenti costanti, ospedali al collasso e una carestia confermata a fine agosto da un'agenzia sostenuta dall'ONU.


Il bilancio della guerra

L'offensiva israeliana è iniziata dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro il sud di Israele, che provocò circa 1.200 morti e 251 ostaggi. Da allora, secondo il ministero della Sanità controllato da Hamas, almeno 65.419 palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani.



fonte: BBC

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
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