Politica

Ha preso il via venerdì la carovana parlamentare per la pace "Gaza oltre il confine"

Ha preso il via venerdì la carovana parlamentare per la pace "Gaza oltre il confine"...


Laura Boldrini, Pd
(16 maggio): "Inizia oggi la nostra missione verso il valico di Rafah con l'obiettivo di entrare a Gaza. Una delegazione di 60 persone tra parlamentari ed europarlamentari, giornaliste e giornalisti, rappresentanti di associazioni e ONG, docenti di diritto internazionale.
Vogliamo denunciare l'orrore dai luoghi in cui accade: gli aiuti bloccati fuori dalla Striscia da 70 giorni che provocano la fame, la sete, le malattie.
Bombardamenti indiscriminati e centinaia di morti ogni giorno tra cui decine di bambini.
Tutto questo sotto gli occhi di una comunità internazionale silente e immobile che si sta facendo complice dello sterminio del popolo palestinese".

"Insieme alle colleghe e ai colleghi del Pd, siamo arrivati al Cairo, in Egitto. Con noi anche deputate e deputati di altre forze di opposizioni, europarlamentari, giornaliste e giornalisti, rappresentanti di Ong e giuristi esperti di diritto internazionale.
Oggi giornata di incontri con le agenzie dell'Onu, gli esperti della politica regionale e le Ong palestinesi.
Domani attraverseremo il Sinai per arrivare ad Al-Arish dove trascorreremo la notte. Da lì ci sposteremo verso Rafah con l'intento di entrare a Gaza".


Laura Boldrini, Pd
(17 maggio): "Sono scappato nove volte, con la mia famiglia, sotto i bombardamenti, correndo senza poter prendere niente con me".
E' solo una delle drammatiche testimonianze che abbiamo ascoltato da alcuni di coloro che sono riusciti a lasciare Gaza e che abbiamo incontrato al Cairo, in Egitto. Pochi fortunati perché in salvo, che vivono col senso di colpa di essere al sicuro, di poter bere e fare un pasto mentre nella Striscia si continua a morire ogni giorno.
Ci hanno raccontato cosa significa subire operazioni senza anestesia, soffrire la fame e non trovare nulla da mangiare, nutrirsi col cibo per animali trovato per strada o con erbe selvatiche nella speranza di sopravvivere. Sotto le bombe.
Mentre le nostre bacheche social sono piene di immagini scintillanti e video divertenti, le loro sono una lunga sequenza di condoglianze, di annunci di morti, di ultime volontà di chi sa che presto sarà il suo turno.
E hanno rivolto un atto di accusa pesantissimo verso l'Ue e la comunità internazionale che lasciano che tutto questo accada senza fare nulla. Nulla per fermare lo sterminio del popolo palestinese.
Senza argini - hanno detto - Netanyahu farà anche peggio di così.
Una responsabilità che pesa su tutti noi. Per questo siamo venuti qui, parte di una delle più grandi delegazioni che si sia mai spinta al valico di Rafah, con l’intento di entrare a Gaza.
E oggi, con il peso di queste voci, ci muoviamo oggi verso Al-Arish: una strada molto lunga e piana di check-point. Da lì raggiungeremo Rafah e tenteremo di entrare a Gaza.
Per dare voce a questa tragedia umanitaria. Perché nessuno possa dire: io non sapevo".
 
"La missione "Gaza oltre il confine" richiede l’intervento immediato del governo italiano per scongiurare altre morti e fermare l’annessione totale della Striscia.
La situazione nella Striscia di Gaza precipita di ora in ora. L’esercito israeliano (IDF) ha annunciato ulteriori e imminenti bombardamenti. In queste ore drammatiche, ci arrivano notizie stampa di volantini lanciati nella Striscia che intimano alla popolazione di lasciare le proprie case.
Non possiamo restare a guardare mentre si prepara un ulteriore massacro. Meloni e Tajani agiscano ora, con ogni mezzo disponibile, contattino i loro omologhi israeliani per scongiurare questo ennesimo sfollamento forzato di popolazione e ulteriori crimini di guerra. Il governo italiano ha il dovere morale e politico di alzare la voce: stare dalla parte del diritto internazionale, non della resa alla violenza.
Gli aiuti umanitari devono entrare ora, senza ulteriori ritardi, senza condizioni. Non c’è più tempo per appelli diplomatici che restano inascoltati.
La delegazione di AOI, ARCI, Assopace Palestina e parlamentari è a pochi chilometri dal Valico di Rafah pronta a scortare gli aiuti umanitari con la nostra presenza. Il silenzio e l’inazione equivalgono a complicità. Ogni minuto perso è una vita in meno.


Nicola Fratoianni, AVS
(17 maggio): "Meloni e il suo governo devono fare immediata pressione per fermare i bombardamenti sulla striscia di Gaza e permettere ai parlamentari italiani in missione al valico di Rafah di entrare insieme agli aiuti umanitari.
La carovana parlamentare per la pace, fra cui ci sono i nostri Marco Grimaldi e Benedetta Scuderi, sta raggiungendo proprio in queste ore il valico di Rafah.
Insieme a Bonelli, Conte e Schlein stiamo chiedendo alla presidente Meloni e al ministro Tajani di impegnarsi affinché i parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme a quelli di PD, M5S e alle associazioni, in rappresentanza dei cittadini italiani, possano entrare nella Striscia di Gaza per consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione civile e accompagnarne la distribuzione.
Da oltre due mesi il governo criminale di Netanyahu ha imposto il blocco degli aiuti umanitari e proprio in queste ore l’escalation militare dell'esercito israeliano da ieri sera ha ucciso oltre 100 palestinesi. Oltre 60mila le vittime ad oggi.
Il tempo delle parole è finito. Non si può più restare a guardare. Per una volta il governo Meloni trovi il coraggio di prendere parola e non voltarsi di fronte al genocidio del popolo palestinese".

Autore Ugo Longhi
Categoria Politica
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