Lavarsi le mani con il sapone è uno dei gesti più semplici e più efficaci per proteggere la salute: riduce le malattie diarroiche del 30% e le infezioni respiratorie acute fino al 20%. Eppure, nel 2025, questo gesto basilare è ancora un privilegio per molti. Secondo i dati Unicef, quasi la metà delle scuole del mondo non dispone di strutture per lavarsi le mani con acqua e sapone — una carenza che coinvolge circa 802 milioni di bambini in età scolare.
In occasione della Giornata mondiale del lavaggio delle mani (“Global Handwashing Day”), dedicata quest’anno al tema “Diventa un eroe nel lavaggio delle mani!”, l’Unicef ricorda quanto l’accesso all’acqua e ai servizi igienici sia ancora diseguale: 2,3 miliardi di persone non hanno la possibilità di lavarsi le mani con acqua e sapone nelle proprie abitazioni.
“L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici non è un privilegio, ma un diritto umano essenziale. Quando i bambini ne sono privi, vengono compromessi la loro salute, la loro istruzione e il loro futuro”, ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente di Unicef Italia. “Le mani pulite sono una difesa fondamentale contro la diffusione di infezioni, malattie e batteri pericolosi. Anche se abbiamo fatto passi da gigante nel promuovere il lavaggio delle mani, dobbiamo continuare ad agire per raggiungere chi ne ha più bisogno.”
Progressi e disuguaglianze
Tra il 2015 e il 2024, 1,6 miliardi di persone hanno ottenuto l’accesso ai servizi igienici di base, portando la copertura globale dal 66% all’80%. Le aree rurali hanno registrato un progresso significativo — dal 52% al 71% — mentre nelle aree urbane la copertura è rimasta stabile intorno all’86%.
Nel 2024, l’azione umanitaria dell’Unicef ha garantito acqua potabile a oltre 41 milioni di persone, servizi igienici di base a 18 milioni e servizi igienico-sanitari in contesti umanitari e di sviluppo a oltre 20 milioni.
Nonostante i progressi, 1,7 miliardi di persone restano senza servizi igienici di base, 1 miliardo dispone solo di servizi limitati e 611 milioni (una persona su cinque) non ha alcuna possibilità di lavarsi le mani. Inoltre, 3,4 miliardi di persone non dispongono di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro: tra loro, 354 milioni praticano ancora la defecazione all’aperto.
Il divario globale
Le disparità restano profonde. Chi vive nei paesi meno sviluppati ha oltre il doppio delle probabilità, rispetto al resto del mondo, di non avere accesso ai servizi di base per l’acqua potabile e ai servizi igienici, e più del triplo delle probabilità di non poter contare su impianti idrici adeguati.
Dietro ogni statistica ci sono milioni di bambini che frequentano scuole senza acqua corrente, comunità intere costrette a usare fonti contaminate e famiglie per cui lavarsi le mani con il sapone è un lusso.
La Giornata mondiale del lavaggio delle mani serve proprio a ricordare questo: la salute pubblica globale passa anche da un gesto tanto banale quanto vitale. Finché ogni persona, ovunque nel mondo, non avrà accesso a servizi igienici sicuri, parlare di “eroi del lavaggio delle mani” non sarà solo uno slogan, ma un impegno concreto.


