D. Professore, partiamo dal Premio Antonio Canova: qual è il suo significato oggi nel panorama artistico contemporaneo?
R. Il Premio Antonio Canova nasce con l’obiettivo di valorizzare il talento e la ricerca artistica contemporanea, mantenendo però un dialogo costante con la tradizione. Canova rappresenta l’equilibrio tra tecnica, bellezza e profondità espressiva: tre elementi che ancora oggi riteniamo fondamentali. Il premio vuole essere un ponte tra passato e presente, offrendo agli artisti uno spazio autorevole di visibilità.

D. L’evento si svolge in una sede istituzionale importante come la Camera dei Deputati. Che valore aggiunge questa scelta?
R. È una scelta simbolica e culturale molto forte. Portare l’arte in un luogo istituzionale significa riconoscerle un ruolo centrale nella società. L’arte non è solo estetica, ma anche riflessione, identità e dialogo civile. La Sala Refettorio della Biblioteca a Palazzo San Macuto rappresenta perfettamente questo incontro tra cultura e istituzioni.

D. Quali criteri guidano la selezione degli artisti partecipanti?
R. Valutiamo diversi aspetti: la qualità tecnica, l’originalità, la capacità comunicativa dell’opera e la coerenza del percorso artistico. Non cerchiamo solo abilità, ma visione. L’artista deve avere qualcosa da dire e saperlo trasmettere in modo autentico.

D. In qualità di Direttore del Dipartimento Arti Visive dell’Accademia Tiberina, qual è la missione formativa che portate avanti?
R. La nostra missione è valorizzare artisti talentuosi. Crediamo nell’importanza del dialogo tra discipline, nella contaminazione tra arti visive, letteratura e nuove tecnologie. L’arte oggi è sempre più interdisciplinare.

D. Quanto conta oggi il rapporto tra arte e comunicazione?
R. È fondamentale. Viviamo in un’epoca dominata dalle immagini e dai linguaggi visivi. L’artista deve essere in grado di comunicare, di entrare in relazione con il pubblico ed entrare in empatia con il pubblico. La sfida è proprio questa: essere coinvolgenti e capaci di emozionare. 

D. Che consiglio darebbe a un giovane artista che desidera emergere?
R. Direi di non avere fretta. Studiare, osservare, sperimentare. E soprattutto essere sinceri con se stessi. Il successo non arriva dall’imitazione, ma dalla capacità di trovare una propria voce. E poi, partecipare a contesti come questo premio può essere un’opportunità importante di crescita e confronto.

D. Guardando al futuro, quale direzione immagina per il Premio Antonio Canova?
R. Vorremmo ampliarne sempre di più la dimensione internazionale, coinvolgendo artisti e istituzioni da diversi paesi. L’arte è un linguaggio universale e il nostro obiettivo è creare connessioni sempre più ampie, mantenendo però saldi i valori culturali che ci guidano.

D. Un’ultima domanda: cosa rappresenta per lei personalmente l’arte?
R. L’arte è un modo per comprendere il mondo e noi stessi. È un linguaggio profondo, che va oltre le parole. È ricerca, emozione, memoria e visione. In una parola: è vita.