Sebbene la sentenza di sfratto rappresenti un passo importante per riottenere il possesso dell’immobile, il proprietario potrebbe incappare in ostacoli sia pratici, sia legali: infatti, dopo una sentenza di sfratto, il proprietario di casa può affrontare molteplici problematicità, poiché, oltre al disagio di aver perso un inquilino e di dover amministrare la liberazione dell’immobile, potrebbe imbattersi in problemi per il recupero dei canoni arretrati e delle spese legali.
È il caso di Giuliano Castorina, proprietario di un bed & breakfast, il quale dopo la restituzione dell’immobile per effetto della sentenza giudiziale, emessa lo scorso anno, ha dovuto fare i conti con l’inquilina, che si rifiutava di lasciare l’immobile spontaneamente, rendendo necessario l’intervento dell’ufficiale giudiziario per l’esecuzione dello sfratto con relative tempistiche e costi. A ciò che si aggiunga anche la situazione del recupero dei crediti, che gli impongono d’intraprendere nuove azioni legali per recuperare i canoni non pagati e le spese sostenute, con tempi e costi, che possono essere elevati; per non parlare del quadro normativo in materia di locazioni, che in qualsivoglia momento può subire variazioni, rendendo più articolata la gestione della pratica per il proprietario, eventi tutti questi in grado di incidere negativamente sulla psiche del proprietario e dei suoi familiari.

“Era il giugno del precedente anno, allorquando lo sfratto entrò finalmente nella fase esecutiva (dopo manifestazioni ed ottomila euro impegnati nelle spese legali). Il periodo familiare era, come adesso, critico tra lutti di madre e padre, mancati canoni, il piccolo Riccardo di un anno d’età e tra varie lamentele del vicinato ed arretrati più di oggi, quando iniziavano i vari ultimi accessi e poi l’ultimissima azione esecutiva con le forze dell’ordine. – ha commentato uno sconfortato Giuliano Castorina – Un loro avvocato urlò in casa mia ai miei legali e ricordo che l’ufficiale giudiziario ci disse di non toccare nulla, poiché non potevamo dimostrarne la proprietà e non toccammo neanche le cose, nonostante avessimo assegni di mamma, miei o di mio papà. Dovetti cercare affannosamente le fatture, le bolle, che all’Alfea di Acireale conservavano; ma non fu facile dopo 5 anni reperirle: non pensavo avessi dovuto mai avere la necessità di conservare pure queste carte.
Giammai pensavo che uno sfratto stressasse a tal punto che ci fosse una ferocia e gelosia di asportare porte e tutto ciò, che si poteva (compreso il mio HACCP), certificazioni con tutto la cornice ed anche ricordi di famiglia. Rilevo anche che il mio processo per calunnia e diffamazione procede; ma per il furto o il danneggiamento da me subìto è tutto lecito; così come non ripagare i mancati canoni decretati da sentenza a noi favorevole dal tribunale. Non affitterò mai più casa ed attività, anche se le persone non sono tutte uguali (grazie a Dio). Oggi voglio riaprire l’attività del b&b, la cui denominazione nasce dall’idea, chiamata dolce sogno, tradotto in inglese in “Sweet Suite Dreams” e che non è ancora conclusa, perché ancora devo ricomprare cucina e montare condizionatori, telecamere e citofono, in quel tempo danneggiati ed asportati. Manca ancora qualche specchiera, wc, porta e sono state riscontrate infiltrazioni non curate nonché la presenza di blatte e topi. Oggi col nuovo nome “Etna Sea Suite Catania” speriamo entro sessanta giorni di essere nuovamente pronti a ripartire; ma, non trovando neanche l’antenna tv e le tende, è stata dura e lo è tutto oggi con extra ed uno stipendio dimezzato di docente e un fratello ricoverato al nuovo ospedale Garibaldi. La mia famiglia mi si è rivoltata contro per aver scelto una persona così inaffidabile e crudele, con cui avere un’attività, per la quale siamo stati costretti a vendere una casa di famiglia. Non mi vergogno di dire che ho mangiato alla Charitas e che sono dovuto andare al lavoro in bus per la voglia di ripartire. Dispiace fare salti mortali per raccogliere i 15 euro a docente in occasione della festa di fine anno e dire ad un collega: “Aspetta un paio di giorni

