Politica

L'arroganza al potere: Meloni che deride le richieste degli italiani in difficoltà


Landini proclama lo sciopero contro la manovra 2026 (criticata pure da Confindustria e Bankitalia)? 

Così risponde Meloni:
"Nuovo sciopero generale della CGIL contro il Governo annunciato dal segretario generale Landini. In quale giorno della settimana cadrà il 12 dicembre?"

Fratoianni propone di tassare le "grandi ricchezze"... GRANDI, non piccole: "L'81% degli elettori della destra è favorevole all'introduzione di una tassa sulle grandi ricchezze. E anche l'84% degli elettori di centrosinistra. Un consenso fortissimo, largo e trasversale, rilevato dall'ultimo sondaggio IZI. E questo perché è una proposta di giustizia e semplice buonsenso, che si applica a pochissime persone nel nostro Paese, quell'1% più ricco che di certo non ha difficoltà. Ma che soprattutto non rende povero nessuno e porterebbe benefici evidenti a chiunque. Miliardi in più nelle casse dello stato per stipendi, sanità, istruzione, servizi, casa, trasporti. Non c'è alcun motivo per essere contrari, e i cittadini lo sanno.Mi rivolgo allora a Meloni e al suo governo. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato come ogni anno delle proposte per tassare le grandi ricchezze. Che dite, ci muoviamo?"

Così risponde Meloni:
"Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al Governo, non vedranno mai la luce."


È ormai diventato un copione nauseante. Da un lato il Paese reale – quello che lavora, arranca, paga tutto e riceve sempre meno. Dall'altro, una premier, Giorgia Meloni, che sembra vivere in una bolla di sarcasmo e autocelebrazione, convinta che la miseria quotidiana della gente comune sia un'occasione per fare battute.

Maurizio Landini proclama uno sciopero generale contro la manovra 2026 — una manovra talmente iniqua da essere criticata perfino da Confindustria e perfino da Bankitalia, che di solito con i governi di destra vanno a nozze. E che fa Giorgia Meloni? Sfodera la solita ironia da bar: "In quale giorno della settimana cadrà il 12 dicembre?" — come se uno sciopero fosse un capriccio da sindacalisti annoiati, non il grido di chi non ce la fa più a tirare avanti, dimenticando che chi sciopera rinuncia a una giornata di lavoro diminuendo uno stipendio già di per sé misero.

È questo il livello della politica italiana oggi: un capo del governo che si prende gioco del diritto dei lavoratori a protestare, riducendo tutto a una battuta da social. Mentre i salari stagnano, i prezzi esplodono e la sanità pubblica collassa, la premier preferisce fare del sarcasmo, peraltro assurdo. È il segno dell'arroganza di chi si crede intoccabile, di chi scambia la disperazione collettiva per un fastidio personale.

E come se non bastasse c'è anche il tema della tassazione sulle grandi ricchezze. Fratoianni propone di tassare l'1% più ricco del Paese, una misura che trova consenso trasversale — anche tra gli elettori di destra! — perché è questione di semplice giustizia. Ma Meloni risponde con la consueta banalità ideologica: “Con la destra al governo, le patrimoniali non vedranno mai la luce.”
Tradotto: meglio affamare milioni di persone che sfiorare anche solo un capello dei miliardari. Meglio continuare a spremere lavoratori e pensionati che chiedere un contributo a chi ha accumulato fortune in un sistema truccato. In questo caso, Meloni vuole difendere le rendite di chi le garantisce la propaganda mediatica: i Berlusconi e gli Angelucci!

Questa ostinazione non è nemmeno più politica: è pura idolatria della disuguaglianza. Un governo che ride davanti agli scioperi e protegge l'oligarchia economica mentre il ceto medio scompare... non è conservatore — è semplicemente cinico.

Meloni si presenta come "donna del popolo", ma difende solo chi il popolo lo sfrutta. Si riempie la bocca di "patria", ma lascia che la patria si impoverisca. Rivendica "libertà", ma disprezza ogni forma di dissenso. È un paradosso ambulante, una premier che parla di giustizia sociale solo per negarla, che cita Dio, patria e famiglia mentre scava la fossa allo Stato sociale.

Il problema non è solo la sua politica: è l'atteggiamento. Quella risata sarcastica davanti a chi sciopera, quel disprezzo spacciato per fermezza, quell'odio di classe travestito da buonsenso. È la fotografia perfetta dell'Italia governata da chi non sa più distinguere l'autorità dalla superbia, il potere dalla responsabilità.

E allora sì, il 12 dicembre cadrà di venerdì. Ma cadrà soprattutto come un macigno sulla coscienza di chi governa con l'arroganza di una regina e l'empatia di un algoritmo. Perché quando la gente scende in piazza e tu rispondi con una battuta, non sei forte: sei solo sorda e indifferente. E presto, molto presto, anche quella risata si spegnerà nel rumore della rabbia che cresce.

Autore Egidio Marinozzi
Categoria Politica
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