Inaugurato a Palazzo Trinci il progetto espositivo del pittore delle trasparenze Davide Querin, visitabile fino al 13 marzo.
Sedici opere disposte in quattro file da quattro compongono un polittico di tre metri per tre: ogni tela è autonoma, ma connessa alle altre in un mosaico visivo che riflette identità, memoria e storia collettiva. L’artista romano, noto per l’uso delle trasparenze, porta un lavoro che dialoga con le sale affrescate del palazzo, fondendo arte contemporanea e stratificazione storica.
Il titolo richiama la celebre canzone di Francesco De Gregori: la Storia non appartiene solo ai grandi personaggi, ma nasce dalle esperienze di ciascuno. In ognuno vive un “archivio della memoria”, fatto di sensazioni, ricordi e pensieri da riscoprire. Le trasparenze di Querin rendono visibili emozioni e dimensioni interiori: interni ed esterni si fondono, così come reale e simbolico, in spazi senza tempo né confini.
Il nome “Domino” allude al legame invisibile tra le vite: ogni dipinto rappresenta un individuo, autonomo ma parte di un insieme più ampio. Nulla è casuale e ogni elemento contribuisce a un racconto unitario di forte impatto visivo. Nelle sale sono esposti anche i bozzetti preparatori, che documentano il percorso creativo.
Durante l’inaugurazione, Querin ha spiegato che l’opera nasce dall’idea di mostrare il legame profondo tra gli esseri umani: ognuno è parte di una storia comune, come tassello di un’unica anima collettiva. Un messaggio che guarda al futuro dell’umanità come possibilità di riconoscersi negli altri.
Legato all’Umbria e a Trevi, l’artista arriva a Foligno dopo l’esposizione a Roma, in via Veneto, presso la sede culturale dell’Ambasciata argentina in Italia. La mostra è patrocinata dal Comune di Foligno e dal Cineclub Astr/azioni.
Info: www.davidequerin.com


