OGNI PROMESSA È DEBITO. "Sant’Anna, Protettrice di Bacoli: La Miracolosa Salvezza di Benedetto Croce"
Sant’Anna, Protettrice di Bacoli: La Miracolosa Salvezza di Benedetto Croce
La storia di Benedetto Croce, il proprietario della pizzeria “Croce e Delizia”, si dipana come un racconto di straordinaria fragilità umana, intrecciato con forti elementi di fede e devozione popolare. La sua avventura in mare, culminata in un pericoloso naufragio, non è solo una vicenda di salvezza ma anche un profondo riflesso della cultura meridionale, intrisa di tradizioni religiose e di un forte legame tra il sacro e il profano. Questa narrazione offre spunti di riflessione su cosa significhi veramente fare una promessa, le sue implicazioni e le aspettative che scaturiscono da essa.
La scena si svolge nel bellissimo scenario dei Campi Flegrei, un luogo carico di storia e mitologia, dove la figura di Sant’Anna assume un valore particolarmente significativo. Benedetto, durante un temporale furioso, si ritrova bloccato su uno scoglio insieme ai suoi figli, Rebecca e Marco, mentre la barca, guidata dal suo assistente Roberto, è sbattuta dalle onde. In un momento di disperazione, Benedetto alza lo sguardo al cielo, invocando l’aiuto della Santa. È in questo preciso istante che la tensione emotiva raggiunge il culmine: la vita dei suoi cari è appesa a un filo, e la risposta della Santa arriva in forma di salvezza miracolosa.
L'atto di promettere alla Santa una donazione generosa di 5 milioni di euro è simbolico non solo della volontà di Benedetto di onorare un impegno, ma rappresenta anche la necessità umana di trovare un significato nelle esperienze tragiche. La generosità della promessa riflette il profondo desiderio di ringraziare ciò che sembra impossibile, in quanto la vita è stata salvata in un momento di grande vulnerabilità. Tuttavia, la questione del debito morale si pone immediatamente: chi sarà il legittimo beneficiario di tale somma? Qui si snoda un intrigante gioco di potere e di aspettative, coinvolgendo molteplici attori della comunità.
Dopo il salvataggio, Benedetto non ha solo perso la memoria riguardo al voto promesso, ma è anche assalito dalla confusione e dal senso di colpa. Non ricorda i dettagli dell’evento, né il motivo che lo aveva spinto a promettere una somma così ingente. È l’apice dell’ironia drammatica: un uomo che ha fatto un voto solenne ora si trova nell’impossibilità di mantenerlo. Questo stato di amnesia fornisce un’analisi interessante sulla natura umana e sulle sue reazioni di fronte a situazioni estreme. La paura di morire e la disperazione per i suoi figli hanno spinto Benedetto a prendere una decisione dettata dall’emozione, piuttosto che dalla razionalità.
Le conseguenze del suo gesto, però, si moltiplicano. Il sindaco, Padre Cristoforetto e persino i membri della famiglia cominciano a rivendicare la loro parte di “miracolo”. Ognuno, sostenuto dai propri motivi personali e dalla propria visione della giustizia e della riparazione, si scontra con gli altri. In un contesto culturale come quello del Meridione, dove le figure religiose occupano un posto centrale, il conflitto attorno al voto di Benedetto diventa il fulcro di una narrazione collettiva che interroga la comunità sulla responsabilità, sulla fede e sulla verità.
La questione dell’identità del beneficiario è complessa: la comunità attende con ansia la manifestazione del miracolo, e la figura della Santa viene idealizzata, simbolizzando non solo speranza ma anche una sorta di giustizia divina. Tuttavia, Benedetto, nel suo stato di confusione, non può più rispondere alle aspettative degli altri. La promessa, che all’inizio sembrava un atto nobile, diventa ora un fardello insostenibile. Le domande rimangono aperte: la generosità di un gesto fatto in un momento di panico può davvero essere considerata un voto sacro? E quali sono le vere intenzioni di chi promette?
L’indagine dei carabinieri rivela una dimensione ulteriore nella quale la legge si intreccia con la religiosità popolare. Benedetto, ora sotto scrutinio, si trova a dover giustificare non solo la sua connessione finanziaria, ma anche il peso emotivo della sua promessa. La pressione sociale di mantenere il voto diventa un laboratorio di introspezione: qual è il confine tra fede e obbligo? Un uomo che ha vissuto un'esperienza così traumatica ha il diritto di ritrattare, o è vincolato da un accordo sacro?
L’opera di Benedetto Croce si inserisce all’interno di una tradizione storica di promesse fatte a figure divine in cambio di salvezza o fortuna. Queste narrazioni sono parte integrante della cultura popolare, alimentando miti e leggende locali. In questo caso, però, il miracolo è avvolto da un velo di ambiguità. La memoria, tanto fragile, sembra giocare un ruolo cruciale nel mantenere la struttura del racconto. I naufraghi, usciti illesi da una tempesta, sono ora intrappolati in un mare di aspettative e controversie.
Si può affermare che l’intera situazione possa fungere da specchio per riflettere sulla condizione umana. La vita, con le sue incertezze e i suoi colpi di scena, spesso ci conduce su sentieri imprevedibili. Benedetto, sebbene in possesso di un debito morale pesante, si trova ad affrontare un percorso di auto-riflessione profonda. La promessa a Sant’Anna, invece di essere vista come un semplice atto di gratitudine, diventa l’illustrazione delle sue paure, della sua vulnerabilità e della sua umanità.
La storia di Benedetto Croce e il suo rapporto con Sant’Anna si trasformano in un potente racconto che va oltre il miracolo della salvezza. Ci invita a contemplare l’essenza delle promesse, la natura della fede e le complicate dinamiche delle relazioni umane all’interno di una comunità. La figura della Santa, portatrice di speranza, si fa mediatrice di conflitti, lasciando il lettore con interrogativi su come conciliare devozione, responsabilità e libertà. L’epilogo di questa vicenda rimane aperto, perché ogni promessa fatta a una Santa è, in fin dei conti, un impegno con noi stessi e con il Divino. E se l'umanità ha dimostrato di scherzare con la vita, rimane il monito che con le divinità non si può mai scherzare troppo.
Valeria Esposito per Chi è di scena e Gianpiero Mirra per Diana Or.I.S.
presentano
Dal 23 al 31 dicembre 2025
23, 27 e 30 dicembre ore 20,45
24 dicembre riposo - 25 e 29 dicembre ore 19,00
26 dicembre ore 17,30 - 28 dicembre ore 15,30
31 dicembre ore 21,30
VINCENZO SALEMME
OGNI PROMESSA E’ DEBITO
una commedia scritta e diretta da VINCENZO SALEMME
Scene Roberto Crea - Costumi Francesca Romana Scudiero
Disegno luci Cesare Accetta - Musiche Antonio Boccia
con in ordine alfabetico
Nicola Acunzo, Domenico Aria, Vincenzo Borrino,
Sergio D’Auria, Oscarino Di Maio, Pina Giarmanà, Gennaro Guazzo
Antonio Guerriero, Geremia Longobardo, Rosa Miranda
Agostino Pannone, Fernanda Pinto
<<<<<<<
Al termine della recita di San Silvestro, allo scoccare della mezzanotte, si brinderà al nuovo anno con spumante, panettone e un buffet di dolci insieme alla Compagnia.
Inoltre sarà possibile cenare nel foyer del Teatro prima dello spettacolo. Info su prenotazione, prezzo e menù sul sito del Teatro alla pagina https://www.teatromanzoni.it/festeggia-con-noi-larrivo-del-2026/
BIGLIETTI
Dal 23 al 30 dicembre
Prestige € 50,00 - Poltronissima € 45,00 - Poltrona € 32,00 - Poltronissima under 26 anni € 29,00
31 dicembre
Prestige € 115,00 - Poltronissima € 97,00 - Poltrona € 63,00
Per acquisto:
biglietteria del Teatro
online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3879983
telefonicamente 027636901
circuito Ticketone
Teatro Manzoni
Via Manzoni 42 - 20121 Milano
Tel. 02 7636901
Fax 02 76005471
*_©Angelo Antonio Messina