C’era una volta, potremmo dire, un piccolo uomo che, capitato lì per un capriccio della storia e vista la mala parata, poteva andare a viversela bene da qualche parte; e invece no.
Da quasi quattro anni resta al posto suo. Buffone, pagliaccio, drogato, nazista e impostore, ma lui niente; piovono insulti, lo attaccano in tutti i modi anche per umiliarlo e lui ancora niente.
Opinionisti e giornalisti che, serenamente al riparo da missili e bombe e con il sedere al caldo di salotti e redazioni, lo irridono e deridono più che possono. Ma lui continua imperterrito a bussare a tutte le porte, anche quelle che gli vengono sbattute in faccia, per chiedere aiuto per il suo paese, dove nessuno fino ad ora lo ha appeso per i piedi.
Sono testardi gli ucraini, e resistono; non ne vogliono sapere e hanno buona memoria di ciò che è stato in un passato che non vogliono rivivere.
E c’è quel piccolo uomo che non alza mai la voce, neanche i toni, incassa falli come un mediano e non risponde per le rime perché non se lo può permettere; e così sta facendo vedere i sorci verdi a tanti potenti e fa saltare i nervi a tutti quelli che uno così proprio non lo possono vedere. Tutti quelli a cui la sua ostinazione fa da intralcio per i loro piani.
Beh, quel piccolo uomo dall’aspetto inoffensivo, a torto o a ragione e comunque vada a finire, si è già conquistato un posto nelle pagine della storia.
Di tutti gli altri che lo insultano, e dei trum-putiniani nostrani, chi si ricorderà?


