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Gli ebrei (italiani e non) ignorano lo slogan genocidario del Likud: "tra il Mare e il Giordano ci sarà solo la sovranità israeliana"

"Invito i presentatori della mozione sul riconoscimento dello Stato di Palestina a presentarne un’altra, che sostiene il governo italiano nel suo impegno per la liberazione di 59 rapiti, vivi e morti, sicuramente innocenti, che il sedicente governo palestinese di Hamas a Gaza detiene dal 7 ottobre 2023, sottoponendoli a torture inenarrabili solo in quanto ebrei e israeliani. Un atto di propaganda ideologica concepita senza neppure interrogarsi su chi dovrebbe rappresentare il sedicente governo della Palestina: forse Hamas, organizzazione terroristica che ha appena respinto l’ennesima proposta di tregua? Un testo nel quale scompare il 7 ottobre, un pogrom che ha causato 1.200 morti e 250 rapiti, e che ci riporta a tempi oscuri che credevamo superati. Un testo che tradisce i valori più profondi della nostra civiltà".

Questo è quanto dichiarava lo scorso aprile Victor Fadlun, presidente  (dimissionario?) della Comunità Ebraica di Roma, in merito alla mozione presentata al tempo in Parlamento da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Una mozione in cui, giustamente, si chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina, la condanna del genocidio in atto a Gaza, l’imposizione di sanzioni allo Stato ebraico e il sostegno al mandato di arresto internazionale nei confronti di Benjamin Netanyahu.

Come si può facilmente capire, la propaganda che anima le comunità ebraiche italiane - considerando che chi le rappresenta ripropone la stessa linea di Fadlun - supporta e diffonde la tesi giustificazionista in base alla quale lo Stato ebraico di Israele è praticamente costretto a dover assassinare i civili di Gaza dovendo sconfiggere i feroci terroristi di Hamas. Peccato, però, che Fadlun e i correligionari che la pensano come lui si dimentichino dell'esistenza del diritto internazionale che, tra le altre cose, descrive ciò che in guerra può e non può esser fatto.

Perché disturbarsi nel riportare le dichiarazioni del signor Victor Fadlun? Perché ieri è tornato a far parlare di sé indignandosi pubblicamente per questo motivo:

"È assolutamente inaccettabile la violenza con la quale i Pro Pal hanno impedito oggi lo svolgimento di un incontro nel Campus Einaudi di Torino all’Unione dei giovani ebrei riguardo al ‘diritto allo studio in contrasto all’antisemitismo in Università’. Ancora una volta dev’essere smascherato il sotterfugio antisemita che si nasconde in frasi come quelle urlate agli studenti dell’Ugei, ‘Palestina libera from the river to the sea’, che contengono precise intenzioni genocidarie.Il diritto di cittadini italiani all’espressione delle proprie opinioni dev’essere sempre tutelato. Specialmente in quelli che dovrebbero essere i luoghi del libero pensiero: gli atenei. Massima solidarietà a Luca Spizzichino, presidente UGEI, vittima di una manifestazione di intolleranza e violenza antisemita".

Quindi, secondo il signor Fadlun, se una persona scandisce lo slogan Palestina libera (Free Palestine) from the river to the sea, promuove un intento genocidario nei confronti degli ebrei... anche se non ne specifica la nazionalità, per cui non si sa bene se si riferisca agli ebrei in generale o solo a quelli israeliani. Lo stesso Fadlun (e non solo lui), non pensa di doversi interessare (figuriamoci indignare) per la REALE distruzione (non stiamo parlando di slogan) di Gaza, di Gerusalemme est e della Cisgiordania dove giornalmente vengono assassinati centinaia di civili palestinesi (dall'ottobre 2023 tra i palestinesi sono oltre 60mila i morti e oltre 120mila i feriti).

Parlare della patetica indignazione del signor Fadlun è dovuto, perché serve a fargli presente un'informazione che lui ignora oppure fa finta di ignorare.

Nell'atto costitutivo del Likud, fondato nel 1973 - tra gli altri - dal terrorista dell'Irgun Menachem Begin, fu inserito il seguente testo

"Il diritto del popolo ebraico alla terra d'Israele è eterno e indiscutibile ed è legato al diritto alla sicurezza e alla pace; quindi la Giudea e la Samaria non saranno consegnate ad alcuna amministrazione straniera; tra il Mare e il Giordano ci sarà solo la sovranità israeliana".

Quanto sta facendo lo Stato Ebraico di Israele oggi, il cui governo è guidato dal Likud di Netanyahu, è la messa in atto di tale dichiarazione. 

Ma allora perché il presidente della Comunità Ebraica di Roma, come i presidenti delle Comunità ebraiche italiane, come la presidente che rappresenta le Comunità ebraiche in Italia non si indignano per lo slogan genocidario del partito che per oltre vent'anni ha governato nello Stato ebraico di Israele mettendo in atto apartheid e genocidio nei confronti del popolo palestinese?

Vogliono forse farci credere che se i "proPal" promuovono uno slogan sono dei delinquenti, mentre se degli ebrei lo stesso slogan lo mettono in atto hanno invece tutto il diritto di farlo?


Repetita juvant: Chi dice che "tra il Mare e il Giordano ci sarà solo la sovranità israeliana"? Il Likud di Netanyahu
Crediti immagine: @victorfadlun

Autore Giuseppe Ballerini
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